Fibrosi Cistica Emilia

Continua il percorso di divulgazione del primo docufilm italiano sulla fibrosi cistica

ASPETTANDO LA CURA, LA VITA CON LA FIBROSI CISTICA” è il titolo del documentario firmato dal regista Stefano Vaja, fotografo e videomaker che si occupa di reportage sociale, teatro, etnografia, prodotto da LIFC Emilia onlus, che parla della vita dei malati di fibrosi cistica. Il percorso tracciato dall’Associazione prevede un forte coinvolgimento dell’Università, diverse infatti le proiezioni previste all’interno del mondo accademico. All’interno del Docufilm prende grande importanza sia l’alto contenuto umano che il contributo di formazione scientifica. Per questo sono state previste proiezioni all’interno dell’Azienda Ospedaliera rivolta gli studenti di medicina, allo scopo di aiutarli a familiarizzare con questa malattia.

Il film, è stato infatti proiettato lunedì 23 ottobre all’interno del percorso specifico sulla cronicità del Centro di Formazione e Ricerca sull’organizzazione, la qualità e la sostenibilità dei sistemi sanitari. Il Centro istituito da Università di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e Azienda USL di Parma ha lo scopo di sviluppare processi integrati tra la formazione specialistica e gli ambiti di esercizio della professione medica e sanitaria. Il docufilm bene si inserisce nel ciclo di lezioni sul tema “La cronicità: aspetti epidemiologici, tipologie, appropriatezza assistenziale”. Gli studenti di Medicina e Chirurgia hanno avuto modo di confrontarsi, con i docenti, il regista, i rappresentanti dell’Associazione, i medici del Centro di Cura FC dell’Emilia con sede a Parma e i alcuni dei testimoni che hanno raccontato la loro storia all’interno del documentario. In particolare hanno partecipato alla presentazione e hanno risposto alle domande degli studenti la D.ssa Eugenia Iacinti, la D.ssa Alessandra Bernardi rispettivamente psicologa e fisioterapista del Centro di Cura FC e la D.ssa Maria Candida Tripodi, le quali hanno preso parte attivamente alle riprese del documentario.

Quella che emerge dal film documentario è una storia corale di sofferenza e speranza, di dolore e ironia. Le testimonianze che i pazienti ci regalano sono un esempio di consapevolezza e coraggio, anche nell’attesa per un indispensabile trapianto. La riflessione riguarda questa malattia nello specifico, ma si allarga poi a considerazioni di carattere generale, sul senso da dare al tempo che ci è concesso vivere e su quanto sia importante la decisione di donare i propri organi e tessuti. Riflessioni che coinvolgono tutti.

Questa è una delle tante tappe che vede coinvolto il territorio di Parma e non solo, già proiettato a Parma, Reggio Emilia e Palermo il progetto prevede di coinvolgere sempre più il pubblico e in particolare le scuole, attraverso proiezioni mirate. Il documentario infatti risulta particolarmente idoneo ad un pubblico di giovani rappresentanti della cittadinanza attiva del domani.