Giorno: 20 Febbraio 2023

  •  Non sono la mia malattia

     Non sono la mia malattia

    Per molto tempo ho vissuto accompagnata da una sensazione di urgenza, dal suono costante di un orologio interiore che sembrava scandire il limite delle mie giornate. E mentirei se dicessi che ad oggi non sento più questa ‘’pressione’’. D’altronde è anche quello che scrissi qualche anno fa, quando mi chiesero se avessi piacere ad aderire a questo progetto. L’identità finisce per sovrapporsi alla diagnosi? È una domanda inevitabile quando la Fibrosi Cistica assorbe ore preziose tra terapie, controlli, antibiotici e ricoveri, ponendo freni improvvisi ai progetti, allo studio e alle relazioni. Oggi, a trentun anni, la prospettiva è cambiata. Ho compreso che il tempo non è una clessidra da temere, ma uno spazio da riempire di senso. La malattia rimane una presenza complessa e costante, ma ha smesso di essere l’elemento unico attraverso cui definisco chi sono.

    Ogni giorno mi impegno affinchè la mia attenzione possa spostarsi anche all’esterno, nell’incontro con i bambini di cui mi prendo cura nel mio lavoro di educatrice. Nel mondo dell’infanzia il tempo ha una frequenza diversa: non guarda al passato né si affanna per il futuro, ma vive pienamente nel presente. E’ questo l’aspetto che amo di più del mio lavoro, perchè passando il tempo con loro, è un po’ come se tornassi indietro alla me bambina e il tempo acquisisce un altro valore.

    Accogliere i bambini la mattina, insegnare loro il valore della gentilezza, del rispetto reciproco e della cura dell’altro richiede presenza, pazienza ed energia profonda. Anche nei giorni più complessi, quando la stanchezza fisica si fa sentire e i pensieri cercano di prendere il sopravvento, varcare la soglia della scuola non è sempre facile, ma mi dà speranza, mi fa sentire utile. Nei loro sguardi curiosi ritrovo l’essenziale: la capacità di sorprendersi, di superare gli ostacoli con leggerezza e libertà, e di costruire senso attraverso piccoli gesti quotidiani. E ogni giorno,a fine giornata, mi stupisco di come in realtà siano loro ad avermi insegnato qualcosa.

    Se la Fibrosi Cistica chiede molto, la rete degli affetti restituisce il doppio. La mia famiglia, la complicità con mio fratello e mia sorella, l’affetto e il sostegno costante del mio compagno, gli amici, rappresentano il punto d’ancora fondamentale nei momenti di fragilità.

    Sostenere la ricerca e diffondere la conoscenza della Fibrosi Cistica significa consentire a tante persone di trasformare una condizione complessa in un percorso di vita pieno e strutturato. Far conoscere la malattia non serve a suscitare compassione, ma a costruire una cultura dell’inclusione, della responsabilità scientifica e della speranza concreta.

    Non siamo la nostra patologia. Siamo le scelte che compiamo, i successi e le cadute, il lavoro che dedichiamo agli altri, l’amore che riceviamo e che doniamo, i sentimenti e le sensazioni che proviamo, le esperienze che facciamo e che non facciamo e l’impronta che inevitabilmente lasciamo nel mondo.

    Alessia

  • Con Kaftrio la svolta

    Con Kaftrio la svolta

    di Davide Bellei

    Mi chiamo Davide, sono nato il 4 marzo del ‘97 e vivo nella bassa modenese dove lavoro con mio padre e mio fratello come muratore nella ditta di famiglia. Sono però in procinto di cambiare lavoro per cercare di realizzare l’obbiettivo che mi posi non appena lasciai la scuola, ovvero quello acquisire le abilitazioni per diventare autista di autobus. Il lavoro attuale infatti, nonostante mi piaccia, non si concilia col mio stato di salute che negli anni mi ha causato non pochi problemi sia sul lavoro che nello sport.

    Gioco a pallamano da quando ero in seconda media e penso che sia stata la svolta più significativa nella mia vita: mi ha cambiato e formato molto. Quando ho iniziato infatti ero decisamente sovrappeso e negli anni sono riuscito ad ottenere un ottimo stato fisico. Purtroppo però nel 2017 ho dovuto smettere per problemi di salute.

    L’anno dopo, durante una vacanza a Palma di Mallorca, conobbi una ragazza di Piacenza di nome Martina che solo nel 2020 diventò la mia ragazza. La distanza tra di noi non è mai stato un problema, come la mia condizione, anche se prima di partire per Piacenza ho la mia bella lista di farmaci da portarmi dietro e spesso non è semplice ricordarmi tutto, ma per amore questo e altro no?

    Ma è stato solo a fine agosto 2022, dopo aver perso ben 8 on pochi mesi a causa del forte caldo, che con Kaftrio è arrivata la vera svolta: in un paio di giorni tutto ciò per cui avevo combattuto assiduamente per 25 anni è sparito, volatilizzato. Come se non ci fosse mai stato.

    Ho ricominciato a fare sport senza sentirmi soffocare e “morire” di tosse ogni volta che corro, riesco a stare coricato e abbracciato alla mia ragazza senza avere delle crisi di tosse, così come quando mi alzavo dal letto ogni mattina della mia vita, fino ad oggi.
    Spero che nel futuro di riuscire a realizzare tutti i miei obbiettivi, ma soprattutto di continuare ad avere questo ottimo stato di salute e di essere d’esempio per tutti coloro che, come me, hanno un’amica davvero speciale a cui badare.

  • Campagna di Pasqua LIFC 2023

    Campagna di Pasqua LIFC 2023

    Anche questa Pasqua vedrà protagonista la colomba classica da 1 chilo realizzata per LIFC dalla nota e pluripremiata pasticceria Giovanni Cova & C.

    Con l’obiettivo di sensibilizzare i donatori che la acquisteranno, la colomba sarà in astuccio personalizzato LIFC, con breve descrizione della malattia e la spiegazione di quale sia l’impegno dell’associazione verso i pazienti e le loro famiglie.

    L’offerta minima suggerita è € 14,00 cad. 

    A partire dal 20 marzo p.v. le colombe (fino ad esaurimento scorte) saranno disponibili presso la nostra sede.

    Per prenotarle scrivete all’indirizzo: segreteria@fibrosicisticaemilia.it

  • Fibrosi Cistica e rilascio pass invalidi

    Fibrosi Cistica e rilascio pass invalidi

    Ad oggi la Fibrosi Cistica non è ancora stata inserita tra le patologie che danno automaticamente diritto al contrassegno invalidi, riservato principalmente ai disabili con difficoltà deambulatoria e/o visiva oppure a persone con disabilità cognitiva. Nonostante sappiamo bene che la FC può comportare, specialmente nei casi di grave compromissione polmonare, una limitata mobilità e grave affaticamento, non rientrando ‘ufficialmente’ tra le malattie che danno diritto a questa agevolazione nella quasi totalità dei verbali di invalidità e di handicap non viene riconosciuta. Non siamo di fronte quindi ad una agevolazione concessa di default per la sola condizione di disabilità, ma ad una concessione vincolata alla presenza di un ‘riconoscimento di deambulazione sensibilmente ridotta’ e confermata da parametri di valutazione medico-legali.
    Ci sono stati segnalati dei casi di concessione, anche solo temporanea, di questa agevolazione in relazione ad un grave peggioramento delle condizioni di salute o al trapianto ed è per questo che LIFC sta dialogando da anni con le Istituzioni di riferimento per permettere anche alle persone con FC di usufruire di questa agevolazione.
    Ma vediamo nel dettaglio qual è la procedura per la concessione del ‘pass invalidi’, ovvero il tagliando rilasciato dal Comune di Residenza che permette facilitazioni nella sosta e nella circolazione di veicoli atti al trasporto dei disabili. Ricordiamo innanzitutto che tale documento ha validità europea e non può essere ceduto – pena la sua revoca – poiché personale: ciò vuol dire che deve essere utilizzato in presenza del titolare, sia esso o meno alla guida del veicolo.
    Il pass va richiesto al proprio Comune di residenza – generalmente presso l’Ufficio della Polizia Municipale – con allegato il verbale rilasciato dalla Commissione Medico Legale INPS che, in caso di concessione del diritto, recherà la seguente frase: ‘(il pz) è invalido con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta’ oppure ‘art. 381 del DPR 495/1992 – contrassegno invalidi’.
    Consigliamo al paziente che non dovesse riscontrare la presenza del diritto nel proprio verbale di presentare comunque la domanda al proprio Comune di residenza allegando documentazione che possa aiutare nella valutazione del rilascio del pass. Tale certificazione dovrà riportare in dettaglio le complicanze della Fibrosi Cistica (ad esempio: privilegiare l’utilizzo dell’auto rispetto ai mezzi pubblici; rischio di infezioni respiratorie stagionali; affaticamento; frequenti accessi al Centro di Cura).
    Il nuovo contrassegno europeo, rilasciato a partire dal 15 settembre 2012 è stato introdotto per evitare disagi per i disabili che dovessero recarsi all’estero ed è composto da due facciate. La facciata da esporre nel veicolo riporta i dati e il codice del contrassegno, il retro contiene i dati anagrafici e la foto del titolare per eventuali controlli.
    Per ogni approfondimento è a disposizione il Servizio Sociale LIFC, coordinato dalla Dr.ssa Vanessa Cori – Assistente Sociale specializzata in fibrosi cistica
    Numero verde 800 912 615 mail: assistentesociale@fibrosicistica.it