Una tabella per fare chiarezza sui limiti ISEE 2025


Come ogni anno sono stati rivalutati gli importi delle pensioni, assegni e indennità e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche.
La misura della perequazione, definitiva per l’anno 2024 e previsionale per l’anno 2025, è stata applicata anche alle pensioni e agli assegni a favore dei mutilati, invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.
I limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore dei mutilati, invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti, sono aumentati dell’1,6% rispetto all’anno 2024.
Il limite di reddito per il diritto all’assegno mensile degli invalidi parziali e delle indennità di frequenza è quello stabilito per la pensione sociale.
Per i soli invalidi civili totali riconosciuti al 100% (prestazione assistenziale) ricordiamo che oltre alla pensione di invalidità, se sono rispettati i criteri di accesso e i limiti di reddito previsti per il 2025, si ha diritto ad una quota aggiuntiva; questa maggiorazione può raggiungere un importo massimo di €411,84 mensili, che si sommano alla pensione di invalidità riconosciuta per un totale massimo di €747,84.
Trattandosi di un “incremento”, ricordiamo che l’importo riconosciuto come maggiorazione sociale varia, ovvero diminuisce o aumenta, in base al reddito dichiarato (invalido single/invalido coniugato).
Sono conteggiati tutti i redditi da lavoro dipendente o autonomo, anche occasionale, o a tempo parziale, comprese le borse lavoro comunque denominate, le pensioni previdenziali, incluse quelle ai superstiti (reversibilità), anche le pensioni di invalidità, cecità e sordità, escluse le indennità.
Non sono conteggiati il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento.
Per maggiori informazioni potete contattare l’assistente sociale Vanessa Cori al numero verde di riferimento 800 912 655 o a questa email


Vertex Pharmaceuticals ha annunciato l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense di Alyftrek (vanzacaftor/tezacaftor/deutivacaftor), un modulatore CFTR di nuova generazione per il trattamento della Fibrosi cistica.
Questo farmaco, somministrabile una volta al giorno, è destinato ai pazienti di età pari o superiore a 6 anni con almeno una mutazione F508del o un’altra mutazione del gene CFTR responsiva al trattamento.
La terapia è indicata anche per 31 mutazioni che non rispondono ad altri modulatori CFTR, segnando un passo avanti significativo nella gestione della malattia.
Innovazione e obiettivi
Rispetto alla precedente combinazione (elexacaftor/tezacaftor/ ivacaftor cioè ETI o Kaftrio), il potenziatore deutivacaftor sostituisce l’ivacaftor, mostrando vantaggi sull’emivita plasmatica e consentendo perciò una unica somministrazione giornaliera del farmaco. Il correttore vanzacaftor sostituisce l’elexacaftor.
La nuova formulazione permette una unica somministrazione giornaliera e dovrebbe essere maggiormente incisiva sulla proteina CFTR.
Questo nuovo farmaco mira a migliorare la qualità di vita dei pazienti, ampliando le opzioni terapeutiche disponibili e trattando più mutazioni rispetto ai farmaci precedenti come Trikafta.
Nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni, il farmaco ha mostrato un profilo di sicurezza adeguato, supportato da benefici clinici simili a quelli osservati nei pazienti più grandi.
Vantaggi della posologia quotidiana
Alyftrek è il primo modulatore CFTR con un’unica somministrazione giornaliera, questo schema posologico offre un’opzione più pratica per i pazienti, che devono assumere il farmaco insieme a un pasto ricco di grassi.


A Stefania Glieca, dottoranda in Scienze del farmaco del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, il Premio Pat Burnell Young Investigator, assegnato annualmente a giovani ricercatrici e ricercatori che si siano distinti per la loro creatività e il loro contributo allo sviluppo di prodotti medicinali per inalazione.
Il progetto, che fa capo alla docente dell’Università di Parma Francesca Buttini, riguarda lo sviluppo farmaceutico di una formulazione innovativa costituita da una polvere di microparticelle respirabili, in grado di veicolare con un atto inalatorio probiotici al polmone.
I risultati della ricerca hanno dimostrato in vitro che la polvere inalatoria con buona respirabilità è in grado di avere azione antinfiammatoria e antibatterica contro P. aeruginosa e S. aureus, patogeni rilevanti nelle malattie respiratorie. Questi risultati non solo contribuiscono a una maggiore conoscenza scientifica ma offrono anche potenziali applicazioni per ripristinare il microbiota polmonare in caso di malattie respiratorie come Fibrosi cistica e bronchiectasie non correlate alla Fibrosi cistica.

L’università di Ferrara, in collaborazione con l’Università di Padova, ha annunciato lo sviluppo di GY971, un innovativo agente antinfiammatorio per il trattamento della Fibrosi cistica. La ricerca è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. La molecola ha ottenuto dall’Agenzia Europea per i Medicinali la designazione di ’farmaco orfano’, un riconoscimento riservato ai medicinali destinati al trattamento, alla prevenzione o alla diagnosi di malattie rare.
I principali ricercatori coinvolti nel progetto sono la professoressa Ilaria Lampronti del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara e il Professor Giulio Cabrini, Direttore del Centro di Ricerca sulle Terapie Innovative per la Fibrosi Cistica dell’Università di Ferrara, insieme alla professoressa Adriana Chilin di Unipd.
La molecola GY971 è stata progettata, sintetizzata e studiata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara e il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova.
Si tratta di un traguardo significativo poiché a oggi l’unico farmaco anti infiammatorio indicato per la Fc è l’ibuprofene, largamente usato per brevi periodi come antidolorifico e antipiretico ma, nell’uso quotidiano produce effetti collaterali a livello dell’apparato gastrointestinale che ne comporta la sospensione o, comunque, contro indicazioni a lungo termine.

La tecnologia di editing genetico CRISPR è uno degli strumenti genetici più recenti che consente agli scienziati di apportare modifiche al DNA, la molecola che contiene le istruzioni su come gli esseri viventi crescono e funzionano.
Il nome CRISPR sta per Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats (sequenze ripetute palindrome brevi raggruppate a intervalli regolari), e si riferisce a un sistema presente in alcuni batteri. Gli scienziati hanno adattato questo sistema, insieme a una proteina speciale chiamata Cas9, per tagliare e modificare il DNA nei punti desiderati.
I ricercatori affermano che questo strumento ha rivoluzionato la scienza, rendendo più facile studiare i geni, risolvere problemi genetici ed esplorare nuovi trattamenti per le malattie. Sono descritti come dotati di un paio di forbici molecolari in grado di riscrivere il codice della vita.
Introdotto nel 2012 e da allora CRISPR è stato adottato in tutto il mondo, rivoluzionando il modo in cui gli scienziati modificano i geni e studiano il DNA.
Ecco una spiegazione semplificata del funzionamento della tecnologia CRISPR:
1) Individua il DNA target: gli scienziati identificano la sequenza specifica del DNA che vogliono modificare, come quando si cerca un errore di battitura in un libro.
2) Ripara o modifica: la cellula cerca di riparare il taglio. Gli scienziati possono lasciare che la cellula lo ripari naturalmente o inserire nuovo DNA per apportare modifiche specifiche.
Venendo a noi, si pensa che questa tecnologia favorirà lo sviluppo di terapie geniche per curare malattie genetiche (ad esempio, anemia falciforme e Fibrosi cistica) e verrà utilizzata per trattamenti all’avanguardia contro il cancro mediante la modifica delle cellule immunitarie per colpire il tumore.

La Lega Italiana Fibrosi Cistica presenta LIFC Cares, un servizio pensato per chi combatte contro la Fibrosi cistica.
Cosa offre: supporto psicologico, assistenza sociale e legale, perché prendersi cura significa andare oltre la salute fisica e considerare ogni aspetto della vita.
Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale e scopri come accedere ai servizi.
Speranza, supporto e risorse sono sempre a tua disposizione.


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 449, ha stabilito che le spese per l’assistenza di persone con disabilità al 100% sono integralmente deducibili, senza considerare il reddito del contribuente o le qualifiche professionali degli assistenti.
Questo principio è emerso da un caso in cui un contribuente aveva visto ridotte le spese deducibili per l’assistenza alla moglie disabile.
La Corte ha annullato l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate, affermando che la normativa prevede la deducibilità totale delle spese specificamente dirette alla cura del disabile. Questa decisione rappresenta un importante precedente per i contribuenti, garantendo un trattamento fiscale favorevole senza discriminazioni.

Il farmaco Kaftrio (elexacaftor/tezacaftor/ivacaftor), approvato in Europa dal 2020 per i pazienti con mutazione F508del del gene CFTR, ha dimostrato efficacia anche in persone con mutazioni diverse, ma l’estensione dell’indicazione da parte dell’EMA tarda ad arrivare.
Uno studio condotto in Francia ha evidenziato benefici per oltre il 50% dei pazienti con mutazioni rare, portando il Paese ad autorizzarne l’uso previa valutazione clinica. Negli USA, la FDA ha già approvato l’impiego di Kaftrio per 177 mutazioni differenti, permettendo a centinaia di pazienti di accedere alla terapia.
Vertex ha presentato nuovi dati all’EMA, ma il responso si fa attendere da oltre 15 mesi, lasciando migliaia di malati in Europa senza accesso a un trattamento salvavita. Secondo CF Europe, un’approvazione più ampia rappresenterebbe un passo cruciale anche per altre malattie rare, evitando inutili peggioramenti e trapianti.