Ciao, mi chiamo Adriano Valerio.
Ho solo un mese di vita e ieri sono stato ricoverato al Bufalini di Cesena. Proprio ieri è arrivata anche la diagnosi di fibrosi cistica.
Per i miei genitori è stato un colpo tremendo. Una di quelle notizie che spaccano il tempo in due: c’è un prima, che fino a un attimo fa sembrava normale, e poi c’è un dopo che non somiglia più a niente di quello che avevi immaginato. Sono terrorizzati. Si sentono persi, fragili, e come accade a tanti genitori in questi momenti si sentono anche terribilmente in colpa, anche se colpa non ne hanno.
Da ieri niente è più come prima. E forse, in un certo senso, non lo sarà mai più. Perché quando una diagnosi così entra nella tua vita, entra anche in tutti i tuoi pensieri, nelle paure, nelle domande, nel modo in cui guardi il futuro. Entra nel cuore di una famiglia intera e lo costringe a imparare un linguaggio nuovo, duro, sconosciuto.
Adesso ci sentiamo travolti. Smarriti. Come se ci avessero consegnato una vita che non sappiamo ancora leggere. Ma proveremo a farci forza. Un passo alla volta. Anche tremando, anche piangendo, anche senza capire ancora bene da dove cominciare.
Cercheremo di studiare, di raccapezzarci il più possibile, di capire meglio questa malattia e di trovare, nelle storie degli altri, un po’ di orientamento e forse anche un po’ di respiro.
Martina

