Sono una nonna e la paura per mia nipote non mi lascia mai.
Mia figlia lavora e io tengo la bambina tutti i giorni, quando torna da scuola. La guardo fare i compiti, ridere, stancarsi, e intanto una parte di me resta sempre all’erta. Penso se respira bene, se ha fatto tutto, se manca qualcosa, se c’è qualche segnale che mi sta sfuggendo.
Quando è il momento delle terapie, le facciamo insieme. Io magari sbaglio, mia figlia mi corregge, a volte ci parliamo male, a volte ci capiamo peggio di quello che vorremmo. Ma l’amore è tanto, quello sì. Ed è proprio quell’amore che ci tiene lì, anche nei momenti in cui siamo stanche, nervose o spaventate.
La paura per mia nipote non passa mai davvero. Non va via. Resta sotto tutto, anche nelle giornate tranquille. Io però ho imparato a non farmi vedere troppo preoccupata, perché i bambini hanno diritto alla leggerezza e non devono portarsi addosso anche il peso delle nostre paure.
Non è facile. Ma si va avanti così, un giorno alla volta, cercando di fare bene tutto quello che c’è da fare e di riempire il resto con affetto, pazienza e presenza.
Marisa

