Sono Anna e convivo con la fibrosi cistica da quando avevo appena otto mesi.
Per tutta la vita il Policlinico di Napoli è stato la mia seconda casa. Poi, a 33 anni, è arrivato l’ossigeno: prima solo durante gli sforzi, poi ogni giorno.
Nell’agosto del 2023 ero ricoverata da quasi un mese quando i medici mi dissero che non c’era più tempo da perdere. Dovevo partire subito per Siena.
Ricordo ancora una frase del chirurgo, poco prima dell’intervento:
«Tu da qui te ne vai con i polmoni nuovi.»
Mi sono aggrappata a quelle parole.
Il primo intervento, però, non ebbe luogo. Dopo aver analizzato i polmoni con un macchinario, il medico stabilì che non erano idonei. Sono stata quindi collegata all’ECMO, mentre si aspettava una nuova donazione.
Una settimana dopo è arrivata la mia seconda possibilità. Sono stata operata. Poi una complicanza alla gamba, tre settimane di coma e un lungo percorso per imparare di nuovo a vivere.
Sei mesi a Siena, altre settimane di riabilitazione e, passo dopo passo, il mio corpo ha ricominciato a rispondere. Oggi, a quasi tre anni da quel giorno, continuo i controlli tra Siena e Napoli. Ma posso dire una cosa con il sorriso: sono rinata.
Ogni respiro che faccio oggi è un dono. E se la mia storia può lasciare qualcosa a chi la leggerà, è questo: anche quando sembra che la speranza stia finendo, vale sempre la pena continuare a crederci.
Anna Gallinaro

