La notizia mi riempie di gioia. Sono emozionato e, mentre scrivo, mi tremano le mani. Le terapie che hanno già cambiato la mia vita, da oggi diventano accessibili a quasi tutti.
Per chi convive con la fibrosi cistica, una frase così non è mai soltanto una notizia. Dentro ci sono anni di attese, ricoveri, terapie, paure, speranze messe da parte e poi riprese in mano. Ci sono famiglie intere che hanno imparato a vivere contando il tempo anche in medicine, controlli, risultati.
È un risultato enorme. Il frutto di decenni di battaglie, di ricerca, di resistenza condivisa. Una vittoria che non è mai stata solo individuale.
Un percorso iniziato nel 1938, quando la dottoressa Dorothy Andersen descrisse per la prima volta la fibrosi cistica come una malattia distinta. Da allora la strada è stata lunghissima. E oggi, guardandoci indietro, si capisce quante persone abbiano camminato perché noi potessimo arrivare fin qui.
È la vittoria delle fondazioni e delle associazioni che hanno lottato al nostro fianco.
È la vittoria dei medici che ci accompagnano ogni giorno.
È la vittoria dei ricercatori che non hanno smesso di cercare.
È la vittoria delle famiglie che hanno tenuto duro anche quando sembrava impossibile.
È la vittoria di chi non c’è più e avrebbe meritato di vedere questo giorno.
È la vittoria di chi non ha mai mollato.
Io so cosa queste terapie possono significare, perché stanno già cambiando la mia vita. E sapere che da oggi potranno cambiare quella di molte altre persone mi emoziona più di quanto riesca a spiegare.
Significa giorni nuovi. Giorni in cui respirare può fare meno paura. Giorni in cui pensare al futuro diventa un po’ più naturale.
Come sta succedendo a me.
Giuseppe

















