Tag: trapianto

  • Tutta la vita che c’è

    Tutta la vita che c’è

    di Giorgia Cattani

    Ero una bambina tranquilla, molto timida, con poche amicizie e molto affezionata alla famiglia. La fibrosi cistica mi rendeva ancora più schiva. Ero molto legata a mia madre che ogni giorno mi praticava le battiture e mi seguiva nella terapia. Guardavo come esempio mia sorella più grande, anche lei malata FC ma molto energica e sorridente. La mia vita scorreva lenta: i ricoveri con mia sorella, le terapie a casa, i pianti perché venivo esclusa dalla vita da “grandi” dalle sorelle. Una vita familiare intervallata dal ritmo della malattia. Se stavamo bene, tutto scorreva fluido; se c’era un aggravamento si bloccava tutto. La fibrosi cistica regolava gli umori di tutti. Solo ora mi accorgo di quanto può essere stato impattante per Silvia, mia sorella “sana”. Ogni tanto chiedevo a mamma il perché di tutto questo e lei mi rispondeva sempre “Vedrai che arriva la medicina e guarirete”. Quante volte ho sognato l’arrivo di quella famosa “medicina”. Quante fantasie della vita “dopo”.

    Mi sono svegliata bruscamente da questo torpore un giorno di maggio, quando mia sorella AnnaMaria è deceduta causa complicazioni. È stato un periodo molto duro. Mi sono sentita in colpa per essere sopravvissuta e ho scoperto a mie spese la reale portata della fibrosi cistica. Non era solo un impiccio, si poteva morire. Sono crollate molte convinzioni errate e ho imparato a dare più valore ad ogni sorriso delle persone.

    Sono cresciuta e ho affrontato altre perdite, altri pezzi di me che sono andati via.

    Nel 1998, su consiglio dei medici di Parma, ho intrapreso il cammino del trapianto. Non sapevo cosa comportasse, sentirselo spiegare non è mai come viverlo sulla propria pelle. Fisicamente stavo molto bene, ero anche riuscita ad ingrassare e non mi sembrava il momento giusto per fare un intervento del genere. Mi sembrava un passo indietro, piangevo e non capivo che era arrivato il momento di passare oltre. Quando ho ricevuto la telefonata ho pianto e urlato di dolore. Credevo fosse la fine di tutto. In un’ora ho dovuto salutare l’altra mia sorella, le amiche, la mia casa. Ero fermamente convinta di non tornare più. Sento ancora il peso che portavo addosso durante il viaggio verso Roma, nell’autoambulanza che sfrecciava di notte sull’asfalto. La mente era un groviglio di pensieri negativi. Poi siamo arrivati in un luogo che solo ora conosco come seconda casa, il Policlinico Umberto I. Mi ricordo poco dei preparativi, come se avessi rimosso tutta l’ansia e la paura che avevo.

    E poi ti risvegli. E ti accorgi che sei viva. Anestetizzata, intorpidita ma ci sei. E allora lì inizia la tua nuova vita. La seconda possibilità. La rivoluzione. Perché il trapianto è vita, salvezza ma è anche sconvolgimento di tutto quello che sapevi prima. Di quello che facevi e non facevi prima. Il post trapianto è stato duro e complicato per il primo anno. Vivere nella capitale non è stato semplice ma la mia famiglia è stata sempre presente e anche le amiche.

    Sono stata trapiantata di polmoni nel 1999, a novembre saranno esattamente 24 anni ed è stato il passo più importante della mia vita. Mi ha stravolto, confuso e schiaffeggiato come una sferzata di vento e mi ha illuminata, scaldata e coccolata come una giornata di sole. È stata la mia rinascita.

    Ho iniziato a viaggiare senza limiti, a vivere senza rinunce, a sentirmi libera finché la vita ha deciso di darmi un altro stop. E dopo un anno e mezzo di emodialisi, quando mi è stato offerto un trapianto renale, ero contentissima.

    Nel 2011 ho finalmente chiuso con la dialisi due volte a settimana e ho affrontato il trapianto di rene con una consapevolezza differente dal precedente. Ora sapevo cosa mi aspettava. Una vita diversa, una nuova bellissima avventura.

    In tutti questi 46 anni ho imparato, ho sbagliato, ho perso e ho vinto qualcosa. L’immobilità non fa crescere. Ci saranno sempre ostacoli ma bisogna trovare il coraggio di vivere e di non ritirarsi. I miei due donatori e le loro famiglie hanno investito sulla vita. Lo devo e voglio fare anche io.

  • In un cuore punk

    In un cuore punk

    di Michele Troni

    Sono Michele ed ho 40 anni; ho la fibrosi cistica e sono trapiantato da più di 4 anni. Non voglio raccontare la solita storia di quanta fisioterapia facciamo o di quante pastiglie prendiamo o di quanto siamo forti: oramai la sento ripetere all’infinito come una brutta canzone in loop. Quello che voglio cercare di raccontare è il mio percorso: una vita cambiata radicalmente negli ultimi anni e la mia nuova realtà.

    Come in tutte le storie, c’è un inizio.

    L’estate del 2017 è stata per me lo spartiacque. La mia salute era progressivamente peggiorata, dapprima in modo impercettibile e poi sempre più velocemente e in modo irreversibile. Un ricovero dopo l’altro. I polmoni non erano più in grado di svolgere il proprio lavoro e non sarei più migliorato. Non c’era più la speranza, non c’era più l’ottimismo. Qualcosa che si era aggirato come uno spettro nella mia mente, si avvicinava e sembrava molto più concreto: Il TRAPIANTO, ovvero l’unica soluzione che mi avrebbe garantito un futuro.

    L’iter per entrare in lista è stata una traversata nel deserto. Un nuovo ospedale, nuovi medici, esami invasivi, terapie costanti, ossigenoterapia, fisioterapia polmonare, nuove routine, colloqui, screening, incontri, attese, speranze e delusioni. Un periodo molto intenso, faticoso e incerto, durante il quale ho condiviso paure e preoccupazioni con altri pazienti, come se tutti capissimo di essere bene o male sulla stessa barca.

    La prima valutazione fu negativa: troppo magro e con poche forze, bisogna lavorarci su. Iniziai una fase di grande cambiamento, interruppi l’ospedale e al suo posto feci la terapia domiciliare a casa. Una nuova casa. Una nuova routine, una dieta migliore, più fisioterapia e più movimento.

    La seconda valutazione fu positiva. Firmai il mio ingresso ufficiale in lista ad aprile. La mia attesa fu breve, ma per altri è un’attesa infinita che toglie qualsiasi speranza di potercela fare. La sera del 2 giugno 2018 – stavo guardando la tv e mangiando un panino – suona il telefono. Era la chiamata tanto attesa. Lo zaino con le medicine e le macchine per la fisioterapia sono pronte. L’ambulanza che mi porterà velocemente al centro trapianti sta arrivando. Sono molto agitato, ma è tutto così rapido che non mi rendo conto di niente.

    Mi sveglio nel reparto di terapia intensiva, sono molto confuso e intontito dalla profonda sedazione. Alla fine ci rimarrò per 11 giorni, per poi essere trasferito in reparto per 2 settimane. Il ritorno a casa fu molto strano: tutto era nuovo e, per certi versi, sconosciuto. Mi sembrava di guardare tutto da un altro punto di vista: quello di una persona sana, che respira e che non tossisce ogni minuto.

    Tutto diventa novità: riesco a fare la spesa e anche a cenare fuori nello stesso giorno! Una conquista! Prima dovevo attrezzami come in una spedizione artica per poter fare una singola attività giornaliera la cui durata era determinata dalla capacità della piccola bombola d’ossigeno che portavo nello zaino. Invece ora la banale routine quotidiana diventa entusiasmante e bellissima.

    La mia vita, a quasi 5 anni dal trapianto, è cambiata: curo di più lamia salute, ho cambiato abitudini, sono diventato vegetariano (impensabile! Fibrosi cistica e vegetariano! Quando ero più giovane mi avrebbero defenestrato), cerco di avere un approccio alla vita più altruista e sono riuscito a raccontare il mio percorso agli altri, a dare testimonianza, nonostante non ami molto parlare in pubblico. Questo cambiamento profondo lo vedo in me e lo ritrovo nelle persone che come me hanno affrontato il trapianto: una metamorfosi continua, fisica e mentale.

    Ma la cosa veramente importante in tutto questo è Laura, soprannominata “la santa donna” che, in questo percorso veramente impervio, mi ha supportato, accudito e spronato per arrivare dove sono ora e dove arriverò.

    Questa è la mia storia. Sono grato a tutte le persone che ho incontrato lungo la mia strada: dottori, infermieri, amici e persone che non ci sono più. Tutti avrete sempre un posto nel mio cuore un po’ punk.

  • Il report del 2022 sui trapianti in Italia

    Il report del 2022 sui trapianti in Italia

    Lo scorso 24 gennaio il Centro Nazionale Trapianti ha presentato il report relativo all’attività della Rete trapianti del Sistema Sanitario Nazionale. È un’analisi particolarmente importante per valutare l’andamento dell’attività trapianto in generale e nello specifico ambito della FC.

    L’anno appena trascorso ha evidenziato un aumento generale dell’attività di trapianto – in particolare per fegato e polmoni – riportando i livelli di attività della Rete trapianti ai livelli pre-covid e segnando un importante risultato: il tasso più alto di donazioni di organo mai registrate, incrementate del 3,7% rispetto al valore del 2021.

    Delle 1.830 attività da donatore effettuate nel 2022 – rispetto alle 1.764 del 2021 – 369 sono state registrate da donatore deceduto e 1.461 da donatore vivente. La regione più ‘virtuosa’ è risultata la Toscana, seguita dall’Emilia Romagna.

    L’incremento delle donazioni ha portato il conseguente aumento del numero dei trapianti, in particolar modo quelli di fegato e polmone, mentre il dato relativo ai trapianti di rene e cuore è sostanzialmente stabile. Il numero complessivo è di 3.887 interventi con un incremento del 2,5% rispetto al 2021, con un generale tasso di aumento anche se la regione con il maggior numero di interventi risulta essere la Lombardia, seguita da Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio.

    Per quanto riguarda il trapianto di polmone, risulta essere quello con il maggiore incremento rispetto agli anni della pandemia (138 trapianti, + 17,9%) di cui 12 relativi a pazienti affetti da fibrosi cistica.

    Nonostante questi risultati positivi che confermano l’eccellenza della Rete trapiantologica del Sistema Sanitario Nazionale, un dato però è allarmante e deve far riflettere sull’opportunità di intervenire con iniziative di sensibilizzazione e informazione: benché le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi abbiano superato il dato di 14 milioni e mezzo, rimane un preoccupante tasso del 28% di opposizioni alla donazione di organi, valore che in alcune zone delle Regioni del Sud raggiunge livelli vicini o poco superiori al 40%. Sembrerebbero due le fasce di età da sensibilizzare con maggiore impegno: i giovani neo maggiorenni (probabilmente poco consapevoli del tema) e gli over 60, per i quali forse vale la convinzione che la loro età possa essere un ostacolo alla donazione.

     

     

     

  • Un cuore a 4000 metri e dentro la vita

    Un cuore a 4000 metri e dentro la vita

    Questo Natale vogliamo farvi conoscere una bella storia, proprio quelle che è bello ascoltare sotto l’albero. Un racconto di speranza, riscatto, coraggio. Come quello dimostrato dalla nostra Valeria.

    Valeria Lusztig nasce Reggio Emilia nel 1975. Rinasce a Milano, grazie ad un trapianto bipolmonare, sul finire del 2017. Compie studi classici, poichè scrivere è l’unica costante che la accompagna da sempre. Si laurea in Giurisprudenza, alla ricerca (vana) di una rigida logica di vita. Si occupa di comunicazione, della sua famiglia, di un cane anziano, dei suoi organi interni con alterne fortune ma con passione. La stessa che la fa sperare di raggiungere vette sempre più alte, in continuo baratto con la Fibrosi Cistica, malattia genetica di cui è affetta.

    Ha fondato il progetto “Guardami Adesso” spedizioni di riscatto, grazie al quale organizza cammini finalizzati a raccolte fondi, con donne (e uomini) in rinascita dopo una storia sanitaria difficile.

    Questo libro è un viaggio. Un viaggio all’inseguimento di un respiro.

    La sua attesa, la conquista, poi ancora una rincorsa per riafferrare quest’aria che sfugge, che manca e che torna, finalmente. Una scalata invisibile condotta tra malattia, trapianto, rigetto e una serie di riprese fino alla scalata vera, oltre i 4000 metri, per celebrare la vita e i suoi incontri. Un viaggio dentro e intorno a un’anima nuda, che si narra senza censure, in un diario di cinque anni che nasce come blog privato e inaccessibile, e che oggi viene (finalmente, diremmo) pubblicato.

    Perchè il dolore, l’ironia e il disincanto di questa fortissima vicenda umana siano di tutti e perchè ognuno lì dentro possa ritrovare un pezzetto di sè. Un’alternanza di sofferenza, leggerezza, poesia e fotografia di un quotidiano (stra)ordinario.

    Edito da Falzea e distribuito da Mondadori.

    Acquistabile su tutte le piattaforme on line oppure su ordinazione in tutte le librerie.

  • Aspettando la cura. Il trapianto nella Fibrosi Cistica

    Aspettando la cura. Il trapianto nella Fibrosi Cistica

    Anteprima del documentario di Stefano Vaja

    https://youtu.be/2kUFoGS5Fi0

    La Fibrosi Cistica è la malattia genetica grave più diffusa (colpisce una persona ogni 2500), ma resta una malattia poco conosciuta dall’opinione pubblica, soprattutto nel nostro paese. È una malattia multiorgano, che colpisce in particolare i polmoni e che nei casi più gravi, quando risultano compromessi, è necessario trapiantare. Purtroppo però non è ancora stata trovata una cura risolutiva.

    Questo video dà voce ai pazienti in attesa di fare il trapianto o che hanno già affrontato questa esperienza così difficile. Inoltre sono stati intervistati alcuni dei principali specialisti italiani di trapiantologia polmonare. Il video rappresenta una prima fase del lavoro, che si concluderà nell’aprile del 2017 con la presentazione di un mediometraggio documentario interamente dedicato alla Fibrosi Cistica e al trapianto di polmoni. Il progetto, nato da Lega Italiana Fibrosi Cistica-Emilia in concomitanza col trentennale dell’Associazione, parzialmente finanziato da Fondazione Cariparma, e con il patrocinio di AIDO, vuole essere un contributo alla diffusione della conoscenza di questa patologia e un sostegno alla ricerca di terapie risolutive.

    L’anteprima del documentario verrà presentata sabato 22 ottobre alla Camera di Commercio di Parma nell’ambito del convegno Il trapianto polmonare per i pazienti affetti da fibrosi cistica. Stefano Vaja è fotografo e videomaker. Si occupa di reportage sociale, teatro, etnografia.

    La Lega Italiana Fibrosi Cistica – Emilia ha sede a Parma, è stata fondata trent’anni fa dai familiari dei pazienti e si occupa di aiutare le persone colpite da questa malattia. L’Ospedale di Parma è sede in Emilia del Centro di Riferimento Regionale della Fibrosi Cistica, diretto dalla dott.ssa Giovanna Pisi.

    aspettando-la-cura

     

  • Martina, due polmoni nuovi per ricominciare a vivere e sognare da fotomodella

    Martina, due polmoni nuovi per ricominciare a vivere e sognare da fotomodella

     

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    Ciao a tutti,

    allego con piacere l’articolo uscito oggi.

    Ringrazio Greta e Martina a nome di tutta l’Associazione FC Emilia, per aver creduto  fortemente in questa intervista, mettendoci “cuore e faccia” per esprimere non solo la loro esperienza ma anche trattare argomenti che riguardano tutti i malati FC,  da un percorso pesantissimo, all’importanza del Dono, alla speranza di chi è in attesa.

    Non deve inoltre mancare il grazie a due fortissime mamme, Adriana e Gianna per aver rivissuto a quel tavolo un periodo di grandi angosce e paure, non ancora del tutto “smaltite”.

    E ringraziamo insieme anche i medici che ancora le stanno seguendo  e quelli che di certo non le hanno dimenticate, presenti anch’essi alla lunga intervista. Spero giunga il riconoscimento anche alla D.ssa Monica Loy, della Chirurgia Toracica dell’Ospedale di Padova. (Brunella Bonazzi)

    Il primo respiro con i polmoni nuovi, tutta quell’aria che improvvisamente sentivo entrare: sono sensazioni che non dimenticherò facilmente. E la sorpresa mi accompagna anche adesso, nel vedere come riesco a fare cose che prima non potevo fare, nel vedere come cambia il mio corpo».
    Martina Brozzi ha vent’anni, si è diplomata l’estate scorsa al Melloni, ma l’obiettivo più importante che ha raggiunto nel 2013 è il trapianto polmonare, che oggi le consente di guardare avanti con ancora più grinta: «La fibrosi cistica è una malattia che ti mangia viva da dentro. Ho passato tutta la vita a respirare male. Fare le scale era un’impresa (…)

    Della fibrosi cistica non ci si libera, ma questo non impedisce a Martina di coltivare sogni e aspirazioni: «Mi piacerebbe fare la fotomodella, anche se mia mamma, che ha fatto tantissimo per me e che non smetterò mai di ringraziare, spera in un lavoro più tranquillo. Vedremo cosa mi riserverà il futuro». (G. Viv.)

     

    La storia completa di Martina, quella di Greta (“Dopo il trapianto il palcoscenico”) e il punto sulla struttura che a Parma combatte la fibrosi cistica oggi sulla Gazzetta di Parma

    (da: http://www.gazzettadiparma.it )

     

    Articolo 24-01-2014_gazzetta_fc

  • Trapianto al polmone, da vivente – Disegno di Legge (da: Corriere.it Salute)

    Trapianto al polmone, da vivente – Disegno di Legge (da: Corriere.it Salute)

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    riportiamo da Corriere.it Salute:

    Trapianto al polmone, da vivente Pronto disegno di legge

    Tecnica ancora poco diffusa nel nostro Paese. Servirà soprattutto nei casi di fibrosi polmonare

    MILANO -È un problema insoluto. Che richiede soluzioni alternative. Le donazioni di organo scarseggiano, i pazienti aspettano anni in lista di attesa. Non sempre fanno in tempo. Ecco perché si cerca di ridurre il divario tra offerta e domanda ricorrendo ai trapianti da donatore vivente. Prima è venuto il rene, poi il fegato (viene prelevata una porzione). Ora è la volta del polmone. Tecnica ancora poco diffusa, 400 interventi all’anno in tutto il mondo (i centri più attivi sono in Giappone e Stati Uniti), ma che costituisce una risorsa preziosa, sia pur marginale. Anche l’Italia si sta organizzando. La Commissione Affari Sociali della Camera ha cominciato l’esame di un disegno di legge che introduce questi interventi “estremi” nei nostri centri.

    PER CHI HA LA FIBROSI – «C’è un accordo di massima tra maggioranza e opposizione», afferma Giuseppe Palumbo, pdl, presidente della Commissione che esaminerà il provvedimento in sede legislativa. In parole semplici, se venisse votato e approvato non ci sarebbe bisogno di un successivo passaggio in aula. Il trapianto di polmone da vivente riguarda in larga parte le persone con fibrosi cistica, soprattutto bambini e adolescenti. Una malattia attualmente senza terapia che col passare degli anni mette fuori uso ambedue gli organi della respirazione. I genitori potranno donare una porzione di polmone ai figli. (…)

    (segue – vedi articolo completo QUI )

  • Donare organi, battaglia di civiltà

    Donare organi, battaglia di civiltà

    Rilanciamo l’appello lanciato dalla Signora Acerbi, madre di un ragazzo affetto da fibrosi cistica ed in attesa di trapianto.

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    Testo tratto da articolo originale QUI: http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/2011/09/25/587767-donare_organi.shtml – Autrice: Laura Di Bendetto (Il Giorno -Lodi), che ringraziamo per aver dato eco ad un appello tanto importante e al quale sentitamente siamo partecipi.

    Scatta l’appello: “Salvate mio figlio”

    Il ragazzo ha una fibrosi cistica ma da due anni è in lista d’attesa. E nella sua stessa situazione sono in 60

    Lodi Vecchio, 25 settembre 2011 – “Il mio sogno? È che mio figlio venga sottoposto a trapianto dei polmoni domani, e che poi riesca a crearsi una famiglia». È uno dei pochi momenti in cui Eugenia Acerbi ha gli occhi lucidi. Ha invece lo sguardo sicuro e la voce ferma quando lancia il suo appello a coloro che, colpiti da un lutto improvviso, devono scegliere se donare gli organi di un congiunto: «Sono momenti molto difficili e di certo non desidero che muoia qualcuno per salvare mio figlio ma, dal momento che certe tragedie accadono comunque, vorrei che i familiari della persona deceduta pensassero che, donando gli organi, il loro caro in un certo senso vivrà ancora e che di sicuro ridaranno la vita a qualcuno che la sta perdendo e che ha sofferto a lungo».

     

    Il riferimento è a suo figlio, M.N., 36 anni, affetto da una fibrosi cistica, malattia genetica, come tale cronica e al momento non guaribile, che, per il difetto di funzionamento di una proteina (Cftr), provoca una anomalia nelle secrezioni esocrine dell’organismo le quali finiscono con l’ostruire apparato digerente e polmoni. Acerbi racconta del suo caso personale solo come esempio ma il suo scopo è far capire l’importanza della donazione di organi: «Al Policlinico di Pavia, il nostro centro trapianti di riferimento, sono una sessantina ad aspettare un organo, tra cui molti giovani — spiega mamma Eugenia —. È un’esperienza che fa vivere in uno stato di ansia perenne. E che lascia stravolti e amareggiati. Noi, ad esempio, siamo stati chiamati tre volte i primi mesi e poi più niente. Ci è capitato di passare lì una notte in attesa o di passare un intero fine settimana accanto al telefono, per poi sentirci dire di no».

     

    «È difficile capire i meccanismi che regolano la scelta del ricevente — prosegue la donna — anche se sappiamo che c’entrano fattori come la compatibilità, la misura dell’organo, l’età del donatore, ma anche, ci è stato detto, quale ospedale è di turno per ricevere l’organo. Intanto per mio figlio e per altri soggetti a rischio adesso arriva la stagione peggiore: due anni fa per le conseguenze di una banale influenza ho temuto di perderlo. Per questo a breve dovrà farsi ricoverare a fini preventivi per una cura periodica intensiva di antibiotici.

     

    Ma ormai il miglioramento è minimo: il suo fisico ormai è resistente alla maggior parte di questi farmaci. Proprio per questo, 2 anni fa è stato inserito nella lista nazionale delle persone in attesa di trapianto». Probabilmente in Italia manca ancora una vera cultura della donazione (le tessere sul consenso alla donazione distribuite anni fa dall’ex ministro Bindi sono finite nel dimenticatoio): «Bisognerebbe lanciare una campagna di sensibilizzazione — afferma Acerbi —. Di recente abbiamo saputo che un malato, dopo 5 anni, è stato cancellato dalla lista d’attesa dei trapianti perché ormai il suo quadro clinico è compromesso. La stessa cosa potrebbe accadere a mio figlio o ad altri, magari perché qualche famiglia ha detto no all’espianto degli organi».

    di Laura Di Bendetto

  • Festa Del Dono – Maggio 2011

    Festa Del Dono 2011Festa del Dono a Parma 21-22 Maggio 2011

    Venerdì 20 Maggio 2011 – ore 19,30: INCONTRO Culturale “Il Dono è Vita,la Vita è Dono”
    “A l’ouest, un souffle nouveau”
    “Verso Ovest, un soffio nuovo”
    Proiezione Barilla Center Space Cine, Sala 1* – Parma
    e a seguire rinfresco-incontro con i protagonisti
    * Ingresso gratuito su prenotazione fino ad esaurimento posti
    “A l’ouest, un souffle nouveau”
    Il film. Incontro con la città
    Una serata aperta alla città per condividere un momento toccante e intenso con il grande messaggio della speranza. Un dono portatore di grande speranza per coloro ai quali il destino ha riservato un percorso complesso e pieno
    di ostacoli. Sei giovani che arrivano da Francia, Belgio, Italia e Canada, un trekking in Irlanda e una realtà che li accomuna: tutti e sei hanno subito un trapianto di polmoni. Le loro vite, storie vere e toccanti, sono raccontate da “Verso Ovest, un soffio nuovo”, un film-documentario di Frédéric Lebugle e co-prodotto da Constantin Costa-Gavras. Il mediometraggio è stato voluto per far conoscere al grande pubblico la fibrosi cistica – la malattia genetica grave più diffusa e la cui speranza di vita si avvicina ai 40 anni – e per sensibilizzare tutti alla donazione degli organi. Il trapianto di polmoni non guarisce, ma può consentire di guadagnare anni di vita e qualità di vita quando le cure non bastano più. Il film-documentario presentato dalla Lega italiana Fibrosi cistica (Lifc) in collaborazione con l’Aido e finanziato dall’associazione Gregory Lemarchal, un’associazione
    dedicata a un giovane cantante francese malato di fibrosi cistica e morto a 24 anni in attesa di un trapianto polmonare è l’oggetto della proiezione della serata.

    Barilla Center Parma – Space Cine, Sala 1 e spazi a corredo
    ore 19,30     Inizio della serata e saluto di benvenuto
    ore 19,45     Saluto delle autorità
    ore 20,00     Presentazione della serata “4 lettere + 1 sul tema della speranza”
    •     1° lettera, Gino Vespa, Protagonista del film “Verso Ovest un soffio nuovo”
    •     2° lettera, Giovanna Pisi, Direttore Centro FC Parma
    •     3° lettera, Laurence Lemarchal, fondatrice dell’Associazione Gregory Lemarchal
    •     4° lettera, Frederic Lebugle, regista del film “Verso Ovest un soffio nuovo”
    ore 20,45     Inizio proiezione film “Verso Ovest, un soffio nuovo”
    ore 21,45     4° lettera +1, Costa Gavras, co-produttore del film “Verso Ovest, un soffio nuovo”
    ore 22,00     Rinfresco con dialogo in piedi tra i protagonisti del film e il pubblico con sottofondo musicale dei violoncellisti Francesco Saccò e Ivan Leon Gomez, presenti tra gli altri Gino Vespa, Giovanna Pisi, Laurence Lemarchal, Frederic Lebugle, Marlene Micheloni, […]
    Nota 1. L’ingresso è gratuito su prenotazione fino ad esaurimento dei 150 posti a sedere.
    Nota 2. Il rinfresco finale si terrà all’interno del Barilla Center all’uscita del Cinema.

    Sabato 21 Maggio 2011 – ore 9,00: INCONTRO Scientifico “Il dono è vita e la vita è dono”
    Convegno Nazionale
    Centro Congressi Paganini, Sala Conferenze A* – Parma
    * è richiesta l’iscrizione o la registrazione all’ingresso.

    ore 09,00     Accoglienza e apertura dei lavori, moderatore Gabriele Balestrazzi
    ore 09,15     Saluto delle autorità
    ore 09,30     Giovanna Pisi, Direttore Centro FC Parma “ Fibrosi Cistica e trapianto di polmoni”: Trapianto polmonare come possibilità terapeutica.
    ore 09,45     Paolo Stefanini, Coordinatore locale per la donazione di organi e tessuti dell’Azienda Ospedaliero-
    Universitaria di Parma: Donazione di organi tra medicina e consapevolezza.
    ore 10,00     Gino Vespa, Membro del Consiglio Direttivo della Lega Italiana Fibrosi Cistica e Protagonista del film
    “Verso Ovest un soffio nuovo”:    La vita è un dono e il dono è…
    ore 10,30     Proiezione di alcune sequenze del film “Verso Ovest, un soffio nuovo”
    ore 11,15     Pausa lavori con coffee break
    ore 11,30     Work shop moderato con interventi
    •     Ermanno Mazza, Pedagogista, Docente Dipartimento Scienze della Formazione e del Territorio
    dell’Università di Parma: La filosofia del dono
    •     Luana Randis, Psicologa, Coordinamento per la donazione di organi e tessuti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: Il perché del dono
    •     Eugenia Iacinti, Psicologa e Psicoterapeuta, Centro Regionale della Fibrosi Cistica Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: Viaggio nell’attesa del dono
    •     Luciano Scaccaglia, Teologo, Diocesi di Parma, Parrocchia di Santa Cristina: L’etica e la scelta nel dono
    Ore 12,30     Dibattito pubblico moderato
    Aperitivo e rinfresco a conclusione dei lavori del convegno.

    DETTAGLI – Scarica la Locandina
    BROCHURE Pdf Pagine 1-7
    BROCHURE Pdf Pagine 8-16

    RASSEGNA STAMPA – GazzettaParma-19_05_2011ParmaQui_19_05_2011

  • “Verso Ovest, Un Soffio Nuovo”

    verso_ovest_cover

    verso_ovest_fotogrammiSABATO 12 giugno ore 16,00 PROIEZIONE GRATUITA del film “Verso ovest, un soffio nuovo”
    nella sede Avis provinciale Parma San Pancrazio, in via Giuseppe Mori 5/A, per tutti gli associati e sostenitori.
    con la collaborazione di Avis provinciale e comunale Parma e le associazioni Aido, Admo, Adisco. VI ASPETTIAMO!

    Il film è stato presentato il 27 maggio 2010 presso il Senato della Repubblica, nella Sala Zuccari del Palazzo Giustiniani a Roma il film:
    “Verso ovest, un soffio nuovo”
    di Frédéric Lebugle
    con la presenza di Costa-Gavras

    Sei persone affette da fibrosi cistica si ritrovano per un trekking nell’ovest dell’lrlanda. Sono vivi grazie a un trapianto di polmoni. Una sfida fisica e psicologica per queste persone e un’avventura umana in terra sconosciuta. Il viaggio della loro rinascita.

    con il Patrocinio di:
    Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, Senato della Repubblica
    Erano presenti:
    – Sen.ce Emma Bonino, Vice Presidente del Senato
    – Franco Berti, Presidente Lega Italiana Fibrosi Cistica
    – Concetta Di Filippo, Consigliere Nazionale della Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule
    – Associazione Gregory Lemarchal (finanziatrice del film), Laurence Lemarchal, fondatrice dell’associazione e madre di Gregory, cantante francese malato di fibrosi cistica e morto a 24 anni, in attesa di trapianto polmonare.
    – Sen. Claudio Micheloni

     

    Dopo la proiezione del film: “Verso Ovest, un soffio nuovo”
    Sono intervenuti i promotori, produttori, protagonisti:
    – Frédéric Lebugle, autore e regista
    – Costa-Gavras, co-produttore e making of del film
    – Florence Masset, produttrice e protagonista del film
    – Gino Vespa, protagonista del film e membro del Consiglio Direttivo LIFC
    – Michèle Ray-Gavras e Laurence Lafiteau, coproduttrici (KG Productions e Magala Productions)
    Conclusioni:
    – Sen. Antonio Tomassini, Presidente della Commissione permanente Igiene e Sanità
    Era presente un gruppo di pazienti adulti.

    Il DVD del film è acquistabile* a questo indirizzo: http://www.magala.fr/dvd.ws

    *il ricavato va interamente a favore della Association Grégory Lemarchal.