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  • Kaftrio: cosa ci dice una nuova ricerca francese

    Kaftrio: cosa ci dice una nuova ricerca francese


    Una recente ricerca condotta in Francia su oltre 1.200 persone con fibrosi cistica ha fornito dati importanti sull’efficacia di Kaftrio®, la terapia modulatrice che agisce sulla proteina CFTR.

    I risultati principali

    ✅ Tra chi presenta due varianti CFTR responsive, il 36% ha raggiunto valori normali al test del sudore, indicatore diretto della correzione della proteina difettosa.

    ✅ Tra chi ha una sola variante responsive, il valore scende al 15%.

    ➡️ Tuttavia, il miglioramento della funzione polmonare è risultato simile in entrambi i gruppi.

    Cosa significa

    I dati confermano che Kaftrio funziona anche con una sola variante responsive, ma la correzione della proteina è più completa quando entrambe le copie del gene CFTR rispondono al trattamento.

    Questo rafforza l’importanza di proseguire la ricerca verso nuove combinazioni di farmaci, terapie aggiuntive e diagnosi sempre più precoci, per garantire benefici più ampi a tutte le persone con fibrosi cistica.

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  • Seminario di primavera della Fondazione FC

    Seminario di primavera della Fondazione FC

    Si terrà il 14 maggio al Villaggio Marzotto di Jesolo (VE) il XXI Seminario di Primavera della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. L’appuntamento scientifico-divulgativo aprirà l’annuale incontro di tutte le Delegazioni, Gruppi di sostegno e volontari della community di FFC Ricerca.

    Insieme nella ricerca verso una cura per tutti è il messaggio che farà da cornice al fine settimana targato FFC Ricerca dedicato ai progressi scientifici in fibrosi cistica, alle prospettive future della ricerca e alla condivisione di tutte le attività di Fondazione. Un’occasione per raccontare la scienza e la ricerca FC in maniera chiara, accurata, condivisa.

    L’evento è aperto a tutti gli interessati: si svolgerà in presenza a Jesolo ma potrà essere seguito online tramite la diretta streaming a questo link, previa registrazione. In alternativa, ma senza possibilità di interagire, l’appuntamento sarà in diretta anche sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di FFC Ricerca.

    I lavori inizieranno alle ore 9:30 con i saluti istituzionali del Presidente FFC Ricerca Matteo Marzotto, insieme a Gianna Puppo Fornaro (Presidente LIFC) e Francesco Blasi (Presidente SIFC). A seguire, il Direttore scientifico di Fondazione Carlo Castellani illustrerà il percorso fatto dalla ricerca in questi anni e le prospettive per il prossimo biennio.

    La mattinata proseguirà con alcuni approfondimenti scientifici: il dott. Cesare Braggion della Direzione scientifica FFC Ricerca affronterà il tema degli effetti a medio termine dei farmaci modulatori di CFTR nella vita reale; la dott.ssa Paola Barraja dell’Università di Palermo presenterà gli avanzamenti del progetto Molecole 3.0 finanziato dalla Fondazione sullo studio di nuove molecole per il recupero della funzione della proteina CFTR mutata, anche per mutazioni rare. Infine, la prof.ssa Serena Zacchigna dell’ICGEB (Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie) e dell’Università di Trieste approfondirà il tema delle sfide e prospettive degli approcci di terapia genica in fibrosi cistica.

    La diretta streaming continuerà anche nella prima parte del pomeriggio, dedicata alla presentazione di alcune nuove iniziative di FFC Ricerca: la campagna di comunicazione 1 su 30 e non lo sai sul portatore sano di FC e il progetto Esperti insieme, percorso per potenziare il ruolo di volontari e persone con FC nelle future attività della Fondazione.

    Qui è possibile consultare il programma completo della giornata.

    A questo link è possibile registrarsi per seguire la diretta.

     

  • “… È nata per vivere…”

    “… È nata per vivere…”

    di Selenia Marzano

    È con queste parole piene di speranza che la Fibrosi Cistica è entrata prepotentemente nella mia vita e non solo; anche in quella dei miei genitori, nonni e zii.

    “Speranza” perché finalmente il nemico da affrontare aveva mostrato il suo vero volto, aveva finalmente un nome! “Speranza” dopo le tante precedenti diagnosi di medici che avevano profetizzato che non avrei spento nemmeno la prima candelina; da allora di candeline ne ho spente addirittura 33!

    Nonostante la severità della patologia, ho vissuto le stagioni della mia vita con serenità e senza limitazione alcuna, grazie anche e soprattutto, allo straordinario supporto dei miei genitori e dell’equipe medica del mio centro. Non voglio certo negare che ci sono stati periodi complessi, che sono coincisi, ad esempio, con l’inizio delle superiori, quando, il carico didattico è notevolmente, e di concerto, si sono intensificate le terapie e i viaggi a Parma, a causa della diagnosi di diabete, una delle potenziali complicanze di questa “subdola” malattia.

    “Subdola” perché esternamente non si manifesta e spesso alcuni docenti hanno ipotizzato non avessi nulla di severo o limitante.

    Ho impiegato molto tempo per accettare il diabete, ho sempre odiato e odio tutt’ora insulina, sono terrorizzata dalle iperglicemie e sono assalita costantemente dal terrore di sviluppare neuropatie o di perdere dentizione e vista. Ho avuto anche problemi di natura respiratoria che mi hanno costretta a ricoveri lunghi e degenze domiciliari ancora più lunghe, “fulmen in clausola” un blocco intestinale che è stato complesso da affrontare soprattutto da un punto di vista psicologica.

    Ma non può piovere per sempre asseriva qualcuno!!!

    E nell’ottobre del 2021 è arrivata la svolta: le mie mutazioni erano compatibili con la terapia sperimentale d’impeto ho accettato di iniziare questo percorso e dopo piccoli accertamenti, i miei “diamantini” (è questo l’epiteto dato alle pillole delle mie carissime amiche) erano tra le mie mani.

    La cura si è rivelata da subito miracolosa, finalmente potevo fare le scale senza tosse e fiatone, finalmente potevo assumere poche compresse, finalmente avevo un migliore assorbimento di grassi e tutto ciò per me ha avuto un sapore nuovo perché, ciò che può sembrare scontato ai più che vivono una vita del tutto normale, ahimè non lo era per la sottoscritta.

    Il “coronamento” della normalità è avvenuto il 20 dicembre 2021. POSITIVO! Non il tampone molecolare che tanto mi ha terrorizzato, bensì il test di gravidanza: il farmaco mi ha fatto sposare la normalità in tutte le sue sfaccettature, farmaco che peraltro ho dovuto sospendere, perché le mie condizioni me lo permettevano.

    Sono stati nove mesi angoscianti e ricchi di restrizioni di ogni sorta, ma tutte le sensazioni negative si sono annullate quando ho sfiorato il nasino di Luca Pio e quando i suoi occhioni hanno penetrato la mia anima.

    La vita deve vincere sempre e ad ogni costo e ne ho avuto la riprova attraverso colui che è la luce dei miei occhi.

  • Studio sulla vitamina ad alto dosaggio

    Studio sulla vitamina ad alto dosaggio

    Uno studio presentato sotto forma di poster alla North American Cystic Fibrosis Conference ha mostrato come i livelli di vitamina D in pazienti con deficit vitaminico e compresenza di fibrosi cistica (FC) aumentino grazie ad una singola somministrazione di questa vitamina a dosaggio elevato (stoss therapy).
    Come è noto, la carenza di vitamina D può portare a stati di cattiva salute delle ossa (osteomalacia) ed è stata associata a un peggioramento della malattia polmonare nelle persone con fibrosi cistica.
    Ciò premesso, e nonostante la prescrizione di un intervento di integrazione giornaliera di vitamina D per le persone affette da FC negli Usa, è ancora frequente nei reparti specializzati per la cura della fibrosi cistica (pediatrici e per adulti) il riscontro di situazione carenziali di vitamina D.
    Disegno dello studio
    Nello studio presentato al Congresso, i ricercatori hanno preso in considerazione 56 pazienti con FC con livelli di vitamina D inferiori a 30 ng/mL per verificare se un’integrazione singola a dosaggio elevato di vitamina D (500.000 UI) nella pratica clinica di routine fosse in grado di permettere il raggiungimento in questi pazienti di livelli di vitamina D uguali o maggiori di 30 ng/ml.
    I pazienti inclusi avevano un’età pari o superiore ai 5 anni e provenivano dai centri per la cura della fibrosi cistica pediatrica o degli adulti presso il Centro Medico dell’Università del Vermont, frequentando il centro di persona o virtualmente (telemedicina).
    Dei 56 pazienti considerati, 35 (62%) avevano un livello di vitamina D compreso tra 20 ng/mL e 29 ng/mL e 21 (38%) avevano un livello inferiore a 20 ng/mL al basale, con un intervallo complessivo compreso tra 5 ng/mL e 29,8 ng/mL.
    I ricercatori hanno somministrato a 45 pazienti il dosaggio stoss e a 37 pazienti è stato ripetuto il dosaggio dei livelli di vitamina D dopo una media di 115 giorni (range, 45-238 giorni).
    Risultati principali
    Dai risultati è emerso che 17 pazienti (46%) hanno raggiunto livelli di vitamina D pari o superiori a 30 ng/mL, mentre sette (19%) avevano livelli di vitamina D pari o inferiori a 20 ng/mL dopo una singola somministrazione vitaminica a dosaggio elevato, con un range complessivo compreso tra 6 ng/mL e 51 ng/mL.
    Pertanto, alla luce di questi risultati, i ricercatori hanno concluso che “questa modalità di somministrazione di vitamina D a dosaggio elevato in monosomministrazione potrebbe essere implementata con successo nella pratica clinica di routine dei pazienti con FC in quanto aumenta efficacemente i livelli di vitamina D nei pazienti con FC e situazione vitaminica carenziale.

     

  • La fc sembra proteggere da infezione SARS-CoV-2

    La fc sembra proteggere da infezione SARS-CoV-2

    Uno studio interamente condotto in Italia e pubblicato su Nature Communications sembra aver identificato in alcuni meccanismi patogenetici che alterano l’espressione della proteina CFTR, alla base dell’insorgenza di fibrosi cistica (FC), una sorta di scudo contro l’infezione da SARS-CoV-2 e lo sviluppo di Covid-19. Nello specifico, l’ingresso di SARS-Cov-2 e la sua replicazione all’interno delle vie aeree respiratorie di pazienti con FC sarebbe alterato a seguito di una down-regolazione dei recettori ACE-2 che rappresentano l’ancoraggio e la chiave d’ingresso delle proteine spike virali all’interno delle cellule dell’epitelio polmonare dell’ospite.
    Quanto osservato, secondo gli autori dello studio, renderebbe ragione di diverse osservazioni cliniche pubblicate nel corso della pandemia che avevano suggerito una minore suscettibilità dei pazienti con FC ad andare incontro ad infezione da Coronavirus e a conseguente polmonite virale.

    L’ipotesi di partenza da verificare e l’obiettivo dello studio
    La fibrosi cistica (FC)  è una malattia multisistemica progressiva che colpisce polmoni, fegato, tratto gastrointestinale, naso, ghiandole sudoripare, pancreas e organi riproduttivi.

    È causata dall’assenza o dall’alterato funzionamento della proteina CFTR, a causa di alcune mutazioni del gene CFTR. Perché si sviluppi, è necessario ereditare due alleli del gene CFTR difettosi – uno da ciascun genitore.
    Queste mutazioni, che possono essere rilevate attraverso un test genetico, o test di genotipizzazione, causano la FC poiché, a livello della superficie cellulare, creano proteine CFTR non funzionanti e/o numericamente ridotte.

    La funzione difettosa e/o l’assenza della proteina CFTR impedisce il corretto flusso di sale e acqua dentro e fuori le cellule in alcuni organi. Nei polmoni, questo meccanismo porta all’accumulo di muco appiccicoso e viscoso che può causare infezioni polmonari croniche e danni polmonari progressivi in molti pazienti.

    “Proprio in ragione della compromissione della funzione polmonare caratteristica di malattia, la FC – argomentano i ricercatori – potrebbe, intuitivamente, essere considerata come una comorbidità sfavorevole nei pazienti Covid-19, soprattutto se si considera che altre infezioni virali respiratorie, come il infezioni virali respiratorie, tra cui il virus respiratorio sinciziale (RSV) e l’influenza A (H1N1), portano a un rapido deterioramento della funzione polmonare e a un aumento della mortalità nei pazienti con FC”.

    “Invece – continuano – contrariamente alle attese, studi condotti su diverse coorti di pazienti con FC hanno documentato come questi pazienti presentino generalmente una sintomatologia lieve associata all’infezione da SARS-Cov-2. Per spiegare questo apparente paradosso è stata invocata la distribuzione di malattia per fasce d’età come uno dei principali fattori confondenti per il calcolo dell’incidenza di Covid-19 in questi studi. Non solo: la Società Europea per la Fibrosi Cistica (ECFS) ha recentemente concluso che il tasso di letalità associato a Covid-19 nei pazienti con FC è addirittura inferiore a quello calcolato nella popolazione generale.

    D’altro canto, però, non dovrebbe essere trascurato il fatto che i pazienti post-trapiantati di polmone hanno mostrato manifestazioni più severe di Covid-19 a seguito dell’infezione da SARS-CoV-2”.

    La glico proteina spike di SARS-Cov-2, come è noto, è responsabile per l’ingresso delle particelle virali nelle cellule all’interno delle cellule dell’ospite, mediante legame al recettore ACE2, distribuito in modo ubiquitario su tessuti umani, in particolare le cellule epiteliali polmonare e gli enterociti intestinali.

    In alcuni casi, l’infezione porta ad insorgenza di polmonite bilaterale associata a danno alveolare diffuso che, a sua volta, potrebbe promuovere l’insorgenza di sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), soprattutto negli individui con comorbilità. L’ARDS è stata strettamente associata alla cosiddetta tempesta citochinica, detta anche sindrome da rilascio citochinico (CRS), già descritta come fattore critico per l’osservazione di outcome severi di malattia in presenza di infezione da SARS-CoV-1 e MERS-CoV. A tal riguardo, i ricercatori hanno ricordato come IL-6 giochi un ruolo chiave nella tempesta citochinica e come i livelli plasmatici di questa citochina correlino con la severità di Covid-19.

    Per verificare se alcuni fattori legati all’ospite potessero influenzare la progressione di Covid-19, i ricercatori hanno voluto studiare il ruolo della proteina CFTR nel regolare il recettore ACE2.
    A tal scopo, i ricercatori sono ricorsi a tecniche di biologia molecolare e a colture di cellule isolate di tessuto epiteliale respiratorio di pazienti con FC e di donatori sani.

    I risultati, in sintesi
    Senza entrare nel dettaglio degli esperimenti messi a punto dai ricercatori per verificare la correttezza della loro ipotesi, molto brevemente i risultati emersi sono stati i seguenti:
    – L’espressione di ACE2 tende a ridursi nell’epitelio respiratorio dei pazienti con FC
    – L’espressione di CFTR correla positivamente con i livelli di proteina ACE2 nelle cellule epiteliali bronchiali
    – Il canale CFTR e il recettore ACE2 colocalizzano nelle cellule epiteliali bronchiali
    – La modulazione tendente a ridurre l’espressione e la funzionalità di CFTR riduce sia l’infezione che la replicazione delle particelle virali di SARS-CoV-2
    – Livelli ridotti di proteina ACE2 osservati nelle cellule isolate da pazienti con FC si associano ad una diminuzione delle capacità di binding della proteina Spike di SARS-CoV-2 alle cellule dell’ospite, e ciò porta anche ad una riduzione conseguente del rilascio di IL-6 (in grado di scatenare la tempesta citochinica alla base della severità di Covid-19)

    In conclusione
    Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che “il canale CFTR possa svolgere un duplice ruolo nella regolazione del ciclo vitale di SARS-CoV-2. Da un lato, l’espressione difettosa di CFTR riduce l’espressione di ACE2, influenzando così negativamente l’ingresso virale di SARS-CoV-2 all’interno delle cellule dell’ospite. D’altra parte, i canali del cloro, tra cui la proteina CFTR, sono importanti per la biogenesi di SARS-CoV-2 all’interno delle cellule dell’ospite, influenzando principalmente la replicazione virale”.

    “Nel complesso – aggiungono – questo studio chiarisce perché la condizione di FC, nonostante sia potenzialmente considerata una comorbidità per la COVID-19, non risulti essere associata ad outcome particolarmente gravi in caso di infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, questo lavoro suggerisce la possibilità di considerare la proteina CFTR, e, probabilmente, altri canali del cloro, come bersagli molecolari per la messa a punto, in futuro, di terapie alternative anti-COVID-19”.

     

     

  • Runbrusco, è solo rimandato!

    Giugno doveva essere il mese di RunBrusco, Eco Passeggiata per la Vita. Un itinerario tra le dolci colline emiliane, a Quatto Castella, ed un obiettivo solidale in favore della lotta alla fibrosi cistica, che l’anno scorso, nella sua prima edizione, aveva riscontrato grande successo di pubblico e sponsor. L’evento, organizzato da Atletica Reggio a.s.d., Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia, Team Alpen Sport, con il prezioso contributo degli sponsor ed il patrocinio del Comune di Quattro Castella, a causa emergenza covid-19, non potrà svolgersi, ma  L’Associazione ed il dinamico gruppo di volontari di Reggio Emilia, non si arrendono, ringraziano gli sponsor e quanti sinora hanno creduto nella manifestazione, e pensano già a una nuova data per poter assaporare e vivere insieme il territorio e la solidarietà a 360°.

    L’obiettivo è quello di realizzare, quindi, una nuova straordinaria edizione 2021 e ritrovarsi tutti insieme, amanti del trekking, atleti, ma anche persone con la semplice voglia di fare una passeggiata all’aria aperta, uniti per condividere questa importante finalità, dare sostegno alla lotta contro la fibrosi cistica. L’evento, infatti, è pensato proprio per appoggiare l’associazione Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia nelle molteplici attività che ogni giorno mette in campo a favore dei malati di fibrosi cistica. LIFC Emilia da oltre 30 anni opera per migliorare la loro qualità di vita e di cura, ed in questo momento di emergenza sanitaria i suoi sforzi devono moltiplicarsi in quanto si tratta di soggetti sensibili, a rischio per la loro patologia pregressa che peraltro riguarda l’apparato respiratorio.

    Le famiglie e i pazienti con FC stanno vivendo una doppia emergenza, proteggersi dal Covid-19 e continuare a promuovere la ricerca sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa che blocca i polmoni e toglie il respiro.

  • SAVE THE DATE!

    SAVE THE DATE!

    Giovedi 12 marzo all’interno della rubrica del TG2, “Medicina 33” andrà in onda l’intervista al Prof. Franco Valenza sul progetto “Ex Vivo Lung Perfusion”.
    Progetto a cui è stato destinato il ricavato della campagna ‪#‎basketforfibrosicistica‬ 2015.
    Perché ‪#‎unrespiroinpiù‬ per i pazienti con fibrosi cistica non sia solo una speranza ma un traguardo raggiungibile!

     

  • Sabato 31 Gennaio – I risultati della ricerca L.IN.F.A.

    Sabato 31 Gennaio – I risultati della ricerca L.IN.F.A.

    Sabato 31 Gennaio presso la Sala L. Anedda dell’Assistenza Pubblica di Parma, la D.ssa Iacinti – psicologa del Centro FC di Parma – ha presentato i risultati della ricerca L.IN.F.A.
    Erano presenti genitori di adolescenti e pre-adolescenti FC che hanno mostrato interesse per questo studio realizzato in numerosi Centri italiani FC, teso a valutare i fattori psicologici e clinici che influenzano la qualità di vita degli adolescenti con Fibrosi Cistica.
    Ringraziamo la D.ssa Iacinti, la D.ssa Pisi e il Dr. Dodi presente in rappresentanza della AUSL Parma e l’Assistenza Pubblica per la gentile concessione della sala.
    Trovate qui le slide di presentazione con i risultati.

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  • #Un passo in più – anche nella Ricerca clinica sulla mutazione delta F508

    #Un passo in più – anche nella Ricerca clinica sulla mutazione delta F508

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    Fibrosi Cistica: da uno studio clinico pilota condotto in Italia arrivano innovative strategie di terapia contro la forma più comune della malattia. Lo studio dei Professori Luigi Maiuri (Fondazione IERFC Milano), Valeria Raia (Università Federico II di Napoli) , Guido Kroemer (Università Paris Descartes) e Anil Mehta (Università Dundee, UK), appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Autophagy, ha dimostrato che la combinazione di un farmaco e di un integratore alimentare, già in uso per altre indicazioni, è in grado di ripristinare la funzione di una proteina chiave nella genesi della fibrosi cistica, riducendo l’infiammazione polmonare dei pazienti

    La scoperta costituisce un’innovazione concettuale molto importante in quanto dimostra che è possibile correggere il difetto di base con strategie di terapia diverse da quelle sino ad oggi percorse.

    Vedi ulteriori informazioni nel documento allegato:

    Fibrosi-Cistica_comunicato-stampa-IERFC-HSR-Federico-II-2

  • Meeting sui Nuovi Farmaci per la Fibrosi Cistica – 5 Ottobre 2013

    Meeting sui Nuovi Farmaci per la Fibrosi Cistica – 5 Ottobre 2013

    5ottobre

    Pubblichiamo questo invito con il programma del meeting che si terrà il 5 ottobre p.v. Iscrizioni gratuite entro il 27 settembre.

    Carissimi,
    ho il piacere di invitarvi al Meeting sui nuovi farmaci modulatori sulla proteina CFTR, che ho organizzato con l’Associazione Toscana della LIFC qui al Meyer per il 5 ottobre 2013. E’ un’occasione di aggiornamento ma anche per chiarire dubbi o porre problemi. Il Meeting infatti è aperto, oltre che agli operatori sanitari, anche ai pazienti e loro familiari. Vi allego il programma: Meeting 5 ottobre 2013_programma.pdf
    Entro il 5 Ottobre troverete nel sito web del Centro una newsletter, che riporterà alcuni dei contenuti di aggiornamento, che saranno presentati al Meeting. Spero che sia facilmente comprensibile e a voi utile. Resto comunque a vostra disposizione per chiarimenti, se mi scrivete a c.braggion@meyer.it.
    Un caro saluto! Vi attendo il 5 Ottobre
    Dr. Cesare Braggion