Mi chiamo Lisa, ho 40 anni, e la fibrosi cistica è entrata nella mia vita quando ero ancora in fasce.
Avevo appena due o tre mesi quando ai miei genitori fu pronunciata quella parola che allora si usava per nominarla: mucoviscidosi. Quarant’anni fa era una malattia quasi sconosciuta, poco raccontata, e ancora meno compresa. Ma una cosa veniva detta con crudele chiarezza: le aspettative di vita erano basse, spesso fermate all’infanzia o, nei casi migliori, all’adolescenza.
Io, però, a quella previsione non ho mai consegnato la mia vita.
La mia strada è stata fatta di farmaci, terapie, cure, costanza, fatica. Ma anche di volontà, di tenacia, di quella ostinazione silenziosa che ti insegna a non mollare. E proprio questa forza mi ha permesso, passo dopo passo, di prendermi la mia vita: lo studio, il lavoro che amavo, l’amore, i traguardi che desideravo.
C’è stato però un desiderio più fragile e più ostinato di tutti, quello che per me faceva più male nominare: diventare mamma.
Quella è stata la salita più dura. La più lunga. La più silenziosa. Perché ti mette davanti al tempo che passa, alle attese che si allungano, alle speranze che si consumano piano, quasi senza rumore. A un certo punto avevo cominciato a pensare che forse non sarebbe successo. I quarant’anni erano arrivati, e quel figlio che desideravo così tanto continuava a non arrivare.
Poi, il 13 dicembre 2021, ho iniziato il modulatore, la triplice combinazione.
E qualche mese dopo, a maggio, il giorno prima del mio compleanno, ho fatto un test di gravidanza. Era positivo.
Ci sono momenti in cui la vita, dopo averti chiesto tantissimo, all’improvviso decide di restituirti qualcosa di immenso.
Oggi posso dirlo con il cuore pieno: sono felice. Sono felice di quello che ho vissuto, nel bene e nel male. Sono felice di tutto quello che ho attraversato per arrivare fin qui. E oggi quella felicità ha un nome: Celeste.
Se devo dire una cosa a chi oggi è dentro la paura, dentro la fatica, dentro l’attesa, è questa: non mollate.
Non smettete di crederci.
Perché io sono convinta che si stiano aprendo strade nuove, per tanti altri e anche per chi, per anni, ha vissuto più per resistere che per sognare.
A volte la vita torna proprio nel punto in cui pensavi non sarebbe più arrivata.
Lisa










