Tag: Scuola

  • Bisogni educativi speciali

    Bisogni educativi speciali

    Ogni alunno può, in modo temporaneo o continuativo, manifestare la necessità di una particolare attenzione educativa. Le cause possono essere molteplici: svantaggio sociale o culturaledisturbi specifici dell’apprendimento o disturbi evolutivi.

    Il MIUR, con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, ha introdotto il concetto di Bisogni Educativi Speciali (B.E.S.), riconoscendo che l’area del disagio scolastico è più ampia rispetto alla sola presenza di deficit certificati.

    La scuola ha il compito di individuare e rispondere a tali bisogni, progettando interventi personalizzati in grado di favorire la piena partecipazione dell’alunno.

    Un ruolo importante è svolto dai Centri Territoriali di Supporto (CTS), che mediano tra Amministrazione e scuole per promuovere una reale inclusione scolastica.


    Fibrosi cistica e bisogni educativi

    Negli studenti con fibrosi cistica, i bisogni educativi speciali possono tradursi in attenzioni pratiche e organizzative, tra cui:

    • Flessibilità negli orari di ingresso, a causa delle terapie mattutine;
    • Possibilità di assentarsi o uscire dall’aula per difficoltà digestive o necessità legate al malassorbimento;
    • Assunzione di farmaci o enzimi pancreatici durante l’orario scolastico e ai pasti;
    • Recupero delle lezioni perse a seguito di ricoveri o periodi di malattia;
    • Deroghe sul monte ore scolastico nei periodi di assenza prolungata;
    • Redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per garantire continuità e successo formativo.

    L’obiettivo è creare un ambiente accogliente e flessibile, capace di rispondere ai bisogni reali dell’alunno e di valorizzarne le potenzialità, nel rispetto del diritto all’apprendimento di tutti.

  • Riparte la scuola. Cosa c’è da sapere

    Riparte la scuola. Cosa c’è da sapere

    Come sarà questo nuovo anno scolastico, il terzo dell’era Covid-19?

    L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato recentemente le Linee Guida contenenti le primissime indicazioni per il contrasto della diffusione del Covid-19 in ambito scolastico in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023.

    Consapevoli che subiranno modifiche in una o più parti da qui ai prossimi giorni, cerchiamo di capire qual è oggi l’atteggiamento del Governo nella gestione del Covid-19 a scuola rispetto agli anni passati.

    L’obiettivo principale è di adoperarsi per fare tutto quanto necessario al fine di “mitigare” (e già vediamo che non si parla più di “contrastare”) la diffusione dell’infezione e di contenere l’impatto negativo dell’epidemia sulla salute pubblica. Queste prime indicazioni sono quindi finalizzate a garantire la frequenza scolastica in presenza fin dal primo giorno di scuola e a prevedere che le disposizioni di mitigazione rechino il minimo impatto sulle attività scolastiche.

    Le indicazioni sono rivolte a 2 fasce:

    1. ai servizi educativi e scuole per l’infanzia (nidi e materne) > LINK

    2. a tutte le istituzioni scolastiche del I e II ciclo (elementari, medie e superiori) > LINK

    e comprendono in entrambi i casi le seguenti misure di prevenzione di base (non farmacologiche) da applicare sin da subito:

    – permanenza a scuola consentita solo senza sintomi/febbre e senza test diagnostico per la ricerca di SARS-CoV-2 positivo

    – igiene delle mani ed etichetta respiratoria

    – sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati – strumenti per gestione casi sospetti/confermati e contatti

    – ricambi d’aria frequenti

    Nel caso dei soggetti “fragili”, in particolare si specifica che:

    – per i bambini (nido e materne) è opportuno promuovere e rafforzare le misure di prevenzione predisposte;

    – per gli studenti (I e II ciclo), al fine di garantire la didattica in presenza e in sicurezza, è opportuno prevedere l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie (FFP2);

    – in entrambi i casi valutare strategie personalizzate in base al profilo di rischio;

    Il personale con fragilità, invece, dovrà utilizzare dispositivi di protezione respiratoria del tipo FFP2 e dispositivi per la protezione degli occhi forniti dalla scuola in base alle indicazioni del medico competente. Nel documento infine si rassicura che sarà mantenuta sempre alta l’attenzione qualora le condizioni epidemiologiche peggiorino, individuando ulteriori possibili misure da realizzare su disposizione delle autorità sanitarie al fine di contenere la circolazione virale e protegger i lavoratori, la popolazione scolastica e le relative famiglie. Troviamo anche molto utili le FAQ (risposte a domande frequenti) che il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato all’interno di questo Vademecum.

     

     

  • A lezione per capire la fibrosi cistica

    A lezione per capire la fibrosi cistica

    Un incontro all’istituto Cattaneo di Modena per sensibilizzare sui temi della fibrosi cistica.
    L’iniziativa ha coinvolto gli studenti delle quinte dell’istituto Cattaneo per i servizi sociali che hanno incontrato pazienti, genitori e medici specialisti per parlare di questa complessa patologia. L’Associazione Emiliana Fibrosi Cistica ha accolto l’invito della scuola che da anni ha intrapreso un percorso di incontro con le associazioni di volontariato, per portare ai ragazzi del corso di operatore socio sanitario, esperienze di vita sul campo cercando di qualificare ulteriormente gli studenti.
    All’incontro hanno partecipato il dott. Francesco Longo, pneumologo del Centro Regionale Fibrosi Cistica Ospedale Maggiore di Parma, che ha raccontato la malattia dal punto di vista medico, la dott. Eugenia Iacinti, psicologa del Centro di cura Fibrosi Cistica presso Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, che ha affrontato l’aspetto psicologico della malattia sia per i pazienti che per le famiglie. Poi Giuseppe Ceresini, vice presidente dell’Associazione Emiliana Fibrosi Cistica, ha portato la sua testimonianza di genitore e ha fatto conoscere ai ragazzi il ruolo dell’associazione.
    Significativa la testimonianza di Greta, ragazza affetta da fibrosi e recentemente sottoposta a trapianto di polmoni. Per Greta trovare un donatore compatibile ha rappresentato una nuova speranza e per questo ha voluto rendersi testimone, perchè un numero di persone sempre maggiore sia sensibilizzato alla malattia e alla donazione organi.
    Genitori e rappresentanti dell’associazione hanno inoltre risposto alle domande dei ragazzi, curiosi di conoscere la loro testimonianza.
    (continua su Gazzetta di Modena)

    VEDI ARTICOLO IN PDF
    VEDI ARTICOLO IN PDF

  • Il caso del bimbo di Montepaone ai Fatti Vostri (RAI)

    Il caso del bimbo di Montepaone ai Fatti Vostri (RAI)

    ifattivostri

    Puntata de “I fatti vostri”, RAI, che ha ospitato Silvana Colombi e la madre del bimbo di Montepaone, vedi anche ns. articolo.


    (Video Formato YouTube)

    (Video Formato Microsoft/Silverlight QUI: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/…. )

  • Negata a un bimbo l’iscrizione a scuola perché affetto da fibrosi cistica

    Negata a un bimbo l’iscrizione a scuola perché affetto da fibrosi cistica

    scuola_vietata

    NEGATA AD UN BIMBO L’ISCRIZIONE A SCUOLA PERCHE’ AFFETTO DA FIBROSI CISTICA
    LA LIFC CHIEDE L’INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI

    A Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, lo scorso novembre è stata negata l’iscrizione alla scuola pubblica dell’infanzia “Suor Salvatorina Casadonte” ad un bambino di 5 anni, poiché affetto da fibrosi cistica, come riportato da un quotidiano locale. La madre del bambino si è rivolta alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus – Associazione Calabria, che conferma che il motivo addotto dalla dirigente scolastica sarebbe il fatto che l’istituto “non può essere scambiato per un ospedale e non può quindi assistere persone affette da malattie infettive”.
    Inutile si è dimostrato il tentativo della donna di spiegare che la fibrosi cistica non è una malattia contagiosa, ma sono piuttosto anche i piccoli raffreddori delle persone che circondano il paziente a compromettere il suo già precario stato di salute: ella si è vista costretta ad iscrivere suo figlio in una scuola di Soverato, fino a che, stanca per via del pendolarismo quotidiano, non ha raccontato l’accaduto alla sua famiglia e alla LIFC Calabria.
    La Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus (LIFC), nel difendere i diritti dei suoi pazienti, ha scritto una lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione, al Sindaco del Comune di Montepaone, all’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria ed a quello Provinciale di Catanzaro, chiedendo un intervento immediato teso alla definitiva risoluzione del problema, concedendo il diritto all’istruzione e alla socializzazione al bambino discriminato.
    Si riporta di seguito la lettera firmata da Silvana Mattia Colombi, vicepresidente e Responsabile Qualità della Vita LIFC.

    “(…) Il fatto è estremamente grave perché un bambino affetto da fibrosi cistica è un bambino dall’aspetto normale e dall’intelligenza vivace che però lotta tutta la vita contro una malattia subdola e progressiva che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e digestivo. Un bambino affetto da fibrosi cistica è costretto per la sua malattia a rinunciare a molte delle belle cose che i coetanei possono fare, è un bambino che vive a contatto con medici ed ospedali, è un bambino che deve curarsi ogni giorno per contrastare la malattia da cui è affetto. Non è una malattia contagiosa la sua, né una malattia pericolosa per gli altri, ma solo ed esclusivamente per sé; la sua frequenza scolastica infatti aumenta la possibilità di entrare in contatto con virus stagionali e di contrarre sia infezioni respiratorie che gastrointestinali dagli altri bambini. È un rischio questo che il genitore spesso fatica ad accettare, prevalendo in lui il forte senso di protezione e di cura verso il proprio figlio al quale si vorrebbero evitare complicazioni e il rischio di ospedalizzazioni. Ma dove il genitore riesce, seppur a fatica, a superare queste sue paure, non dovrebbe trovare sulla sua strada ostacoli di alcun genere.
    Invece gli ostacoli sono ancora una volta posti proprio da quelle istituzioni che dovrebbero tutelare il bambino e consentirgli un totale e sereno inserimento scolastico e sociale e che invece, con troppa superficialità, lo hanno discriminato, negandogli alcuni dei suoi diritti fondamentali, quali la formazione e la socializzazione (…). Eppure nel corso degli anni sono state emanate molte norme nazionali ed internazionali che tutelano il diritto all’istruzione, alla socializzazione e all’integrazione dei bambini fin dalle scuole dell’infanzia.
    In particolare, la normativa internazionale, con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, entrata in vigore sul piano internazionale il 3 maggio 2008, è stata ratificata e resa esecutiva dall’Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18. All’ art. 24, stabilisce che gli Stati Parti «riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione». Diritto, specifica la stessa Convenzione, che deve essere garantito anche attraverso la predisposizione di accomodamenti ragionevoli, al fine di «andare incontro alle esigenze individuali» del disabile (art. 24, par. 2, lett. c, della Convenzione).
    La nostra Costituzione, all’art. 33, afferma che la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi e ancora, nel riconoscere valore fondamentale alla persona come individuo, pone, a tal fine, a carico della collettività un obbligo di solidarietà, assumendo nel caso concreto rilievo l’art. 38, commi terzo e quarto, che sanciscono il diritto dei disabili all’educazione assegnando il correlativo obbligo allo Stato. La legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), fissa i principi della piena integrazione delle persone disabili; agli artt. 12 e 13 garantisce loro l’inserimento ed il necessario sostegno per mezzo di docenti specializzati, al fine della loro integrazione scolastica, fin dall’asilo nido.
    Inoltre a livello nazionale già dal 2005 il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero della Pubblica Istruzione, ha emanato le Linee Guida a cui un Dirigente Scolastico dovrebbe attenersi per garantire l’integrazione scolastica di un bambino disabile e la somministrazione dei farmaci a scuola, problema che riguarda anche i malati di fibrosi cistica.
    Il Dirigente Scolastico, prima di negare un diritto avrebbe dovuto informarsi, comprendere ed infine, se necessario, impegnarsi per trovare la giusta soluzione o l’eventuale alternativa, nel totale e prioritario interesse del minore. Ancora una volta invece ci si è scontrati con la mancanza di informazione, con il pregiudizio, con la discriminazione.
    Chiediamo alle Signorie Loro, ognuno per le proprie competenze, di mettere in atto tutte le iniziative perché il diritto all’istruzione venga garantito a tutti i bambini, compresi quelli malati di Fibrosi Cistica. La Lega Italiana Fibrosi Cistica si riserva comunque di prendere tutte le iniziative a tutela dei malati di fibrosi cistica.”
    Distinti saluti,
    Silvana Mattia Colombi (da www.fibrosicistica.it)

     

    RASSEGNA STAMPA:

    http://www.comunicatistampa24.com/attualita-societa/negata-ad-un-bimbo-liscrizione-a-scuola-perche-affetto-da-fibrosi-cistica/

    http://www.ais-sanita.it/economia-e-politica-sanitaria/7692-fibrosi-cistica-lifc-negata-iscrizione-a-scuola-a-bimbo-malato.html

    http://www.informazione.it/c/05CA3E72-9294-44BA-AECB-76581AC59EE4/NEGATA-AD-UN-BIMBO-L-ISCRIZIONE-A-SCUOLA-PERCHE-AFFETTO-DA-FIBROSI-CISTICA

    http://www.healthdesk.it/diritti/articolo/5397/1357216070

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/01/03/Bimbo-ha-fibrosi-cistica-negata-iscrizione-asilo_8024728.html

    http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Calabria/Mamma-denuncia-scuola-negata-a-mio-figlio-di-5-anni-con-fibrosi-cistica_314047283616.html

    http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11755:calabria-negata-ad-un-bimbo-liscrizione-a-scuola-perche-affetto-da-fibrosi-cistica-la-lifc-chiede-lintervento-delle-istituzioni&catid=16:italia&Itemid=39

    (altro…)

  • Lettera agli studenti della 3a G Scuola Caduti di Piazza Loggia – Ghedi, BS

    Lettera agli studenti della 3a G Scuola Caduti di Piazza Loggia – Ghedi, BS

    Scuola Paizza Loggia Ghedi

    Qui di seguito il testo della lettera inviata  agli Studenti della 3^ G presso Scuola Second. di I° grado CADUTI di PIAZZA LOGGIA,  GHEDI (Brescia).

    Carissimi ragazzi,

    con questa lettera la Lega Italiana Fibrosi Cistica-Associazione Emiliana onlus
    desidera ringraziare Gabriele Garattini per aver parlato in classe della Fibrosi Cistica e Voi tutti per averlo ascoltato e seguito. Gabriele come sapete convive fin dalla sua nascita a stretto contatto con questa malattia genetica e quindi chi meglio di lui poteva spiegarne l’origine e l’impatto sulla vita quotidiana di un malato e della sua famiglia.
    La Fibrosi Cistica è purtroppo una realtà molto più diffusa di quanto la malattia stessa sia conosciuta e l’opera di informazione è uno dei compiti che si prefigge la nostra Associazione, sul territorio regionale come a livello nazionale.
    Benvenuto e gradito quindi il compito che la Vostra Insegnante ha assegnato e che Gabriele ha certamente svolto con competenza, mettendosi in gioco in prima persona.
    Un grazie sincero dunque a tutta la 3^G, anche per il contributo economico che è stato raccolto in quell’occasione, da parte mia personale, di questa Associazione e a nome dei tanti malati di Fibrosi Cistica che rappresentiamo.

    I migliori saluti e un augurio di buon proseguimento negli impegni scolastici !
    Brunella Bonazzi
    LIFC-Associazione Emiliana Fibrosi Cistica-onlus
    (Presidente)

  • Incontro all’IIS Cattaneo Deledda di Modena

    Incontro all’IIS Cattaneo Deledda di Modena

    Sabato 31 Marzo 2012, dalle ore 8 alle ore 12, si svolgerà un interessante incontro con gli studenti dell’Istituto Cattaneo-Deledda di Modena.

    Relatori:

    • Dott. Francesco Longo, pneumologo
    • Dott.sa Eugenia Iacinti, psicologa
    • Dott.sa Laura Bompani, assistente sociale

    … e le nostre associate Simona Rivi, responsabile adulti e Raffaella Nespoli, Vicepresidente.

    Locandina Incontro_Cattaneo-Deledda