Tag: trapianti

  • Quando il dono restituisce futuro

    Quando il dono restituisce futuro

    Il 21 maggio, presso la sede del Club Alpino Italiano – Sezione di Parma, si è svolta la serata “Respiro e battiti dell’alt(r)o”, un incontro dedicato al dono, alla vita dopo il trapianto e alla forza di chi attraversa la malattia senza smettere di guardare avanti.

    È stata una serata intensa, partecipata, profondamente umana. Una di quelle occasioni in cui le parole non restano in superficie, ma arrivano dove devono arrivare: nel punto in cui la fragilità incontra la possibilità, e il dolore può trasformarsi in testimonianza.

    Si è parlato di donazione di organi, di attese, di seconde possibilità, di corpi che ricominciano e di vite che, grazie al trapianto, possono aprirsi di nuovo. Si è parlato anche della responsabilità del dono: un gesto che non riguarda solo chi riceve, ma un’intera comunità chiamata a conoscere, scegliere, comprendere.

    Sono intervenuti Lara Delsoldato, presidente AIDO Parma, Martina Brozzi, paziente LIFC Emilia trapiantata di polmoni, Alessandro Carlini, giornalista ANSA e scrittore, bitrapiantato di rene e cuore, e Giovanni Bizzarri, paziente e testimonial LIFC Emilia.

    Ognuno ha portato una voce diversa, ma tutte hanno indicato la stessa direzione: la donazione non è un concetto astratto. È tempo restituito. È respiro. È possibilità. È una vita che continua dentro un’altra vita.

    Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Martina Brozzi, che ha parlato del suo trapianto di polmoni con una forza e una verità capaci di commuovere tutta la sala. Le sue parole hanno dato corpo a ciò che spesso è difficile spiegare: cosa significhi arrivare al limite, ricevere una possibilità, e poi tornare lentamente alla vita.

    Durante la serata è stato proiettato anche il video dedicato all’impresa zero4mila di Giovanni Bizzarri, insieme al contributo video di Alessandro Carlini sulla sua vita dopo il doppio trapianto. Due percorsi diversi, due modi di raccontare che cosa può accadere quando la vita, dopo una soglia estrema, trova ancora spazio per ripartire.

    È stata una serata riuscita, forte, necessaria. Una di quelle occasioni in cui informazione, testimonianza e comunità si incontrano davvero.

    Grazie al CAI Parma per l’accoglienza, ad AIDO Parma per la presenza e a tutte le persone intervenute.

    Perché parlare di donazione significa parlare di futuro. E, soprattutto, significa ricordare che dietro ogni trapianto non c’è solo un intervento: c’è una storia che può continuare.

  • Il report del 2022 sui trapianti in Italia

    Il report del 2022 sui trapianti in Italia

    Lo scorso 24 gennaio il Centro Nazionale Trapianti ha presentato il report relativo all’attività della Rete trapianti del Sistema Sanitario Nazionale. È un’analisi particolarmente importante per valutare l’andamento dell’attività trapianto in generale e nello specifico ambito della FC.

    L’anno appena trascorso ha evidenziato un aumento generale dell’attività di trapianto – in particolare per fegato e polmoni – riportando i livelli di attività della Rete trapianti ai livelli pre-covid e segnando un importante risultato: il tasso più alto di donazioni di organo mai registrate, incrementate del 3,7% rispetto al valore del 2021.

    Delle 1.830 attività da donatore effettuate nel 2022 – rispetto alle 1.764 del 2021 – 369 sono state registrate da donatore deceduto e 1.461 da donatore vivente. La regione più ‘virtuosa’ è risultata la Toscana, seguita dall’Emilia Romagna.

    L’incremento delle donazioni ha portato il conseguente aumento del numero dei trapianti, in particolar modo quelli di fegato e polmone, mentre il dato relativo ai trapianti di rene e cuore è sostanzialmente stabile. Il numero complessivo è di 3.887 interventi con un incremento del 2,5% rispetto al 2021, con un generale tasso di aumento anche se la regione con il maggior numero di interventi risulta essere la Lombardia, seguita da Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio.

    Per quanto riguarda il trapianto di polmone, risulta essere quello con il maggiore incremento rispetto agli anni della pandemia (138 trapianti, + 17,9%) di cui 12 relativi a pazienti affetti da fibrosi cistica.

    Nonostante questi risultati positivi che confermano l’eccellenza della Rete trapiantologica del Sistema Sanitario Nazionale, un dato però è allarmante e deve far riflettere sull’opportunità di intervenire con iniziative di sensibilizzazione e informazione: benché le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi abbiano superato il dato di 14 milioni e mezzo, rimane un preoccupante tasso del 28% di opposizioni alla donazione di organi, valore che in alcune zone delle Regioni del Sud raggiunge livelli vicini o poco superiori al 40%. Sembrerebbero due le fasce di età da sensibilizzare con maggiore impegno: i giovani neo maggiorenni (probabilmente poco consapevoli del tema) e gli over 60, per i quali forse vale la convinzione che la loro età possa essere un ostacolo alla donazione.